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(ANSA) - ANCONA, 21 MAR - "Siamo riusciti a vincere presentando un dossier originale che ha messo insieme componenti legate tantissimo alla nostra tradizione del mare e della portualità". Lo ha detto Daniele Silvetti, sindaco di Ancona e vicepresidente vicario Anci, sulla nomina della sua città a Capitale italiana della cultura per il 2028, intervenendo stamani alla ventesima puntata di "Fuori dal Comune", la rubrica di Gr Parlamento Rai, in collaborazione con Anci, condotta del condirettore di Radio 1 Stefano Mensurati, dedicata oggi alle Capitali della cultura.
"Ci siamo sforzati di far capire quanto la cultura possa essere leva, non soltanto per sé stessa, - ha aggiunto il primo cittadino di Ancona - ma per tanti altri settori come rigenerazione urbana, ammodernamento ed inclusione. Lo abbiamo rappresentato in modo non solo competitivo ma anche chiaro".
"Tra le prossime iniziative vi sarà la costruzione del museo della civiltà del mare che ad Ancona manca, sotto la regia del grande Dante Ferretti un'occasione - ha ricordato Silvetti - per confermare la nostra identità e lanciare una nuova percezione di Ancona. Ma cercheremo di valorizzare anche le strutture esistenti come l'anfiteatro romano e la Mole Vanvitelliana".
Il vicepresidente vicario si è detto certo che il riconoscimento sarà "un volano importante di sviluppo per rilanciare Ancona sia attraverso il turismo di qualità e non di massa, sia soprattutto grazie all'accoglienza avendo messo fra le nostre linee guida il potenziamento della città universitaria con investimenti importanti".
Pierluigi Biondi, sindaco dell'Aquila, ha parlato delle attività già avviate dal capoluogo d'Abruzzo Capitale italiana della cultura 2026. "Abbiamo ottenuto il riconoscimento grazie ad un modello di rinascita che intreccia ricostruzione post-sisma e rigenerazione culturale, sociale ed economica, con una visione di 'città-territorio' che valorizza anche le aree interne", ha spiegato Biondi: "la città non è più soltanto un luogo di un turismo mordi e fuggi ma è il luogo di un turismo più consapevole. L'Aquila non è più ricordata solo come la città del terremoto ma come una città dinamica che non perde residenti". (ANSA).


