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(di Gioia Giudici) (ANSA) - MILANO, 08 APR - Sono i droni le nuove divinità agricole del Sud Est asiatico: i contadini vietnamiti accendono bastoncini di incenso in loro onore, i monaci thailandesi li benedicono, le donne cambogiane legano a ognuno un nastro rosso di buon auspicio per il raccolto. È un'affascinante esplorazione dell'agricoltura intelligente e del suo impatto sul mondo la nuova mostra dell'artista cinese Cao Fei, 'Dash', aperta alla Fondazione Prada di Milano da domani al 28 settembre 2026.
Per questo nuovo progetto, Cao Fei ha studiato a lungo lo sviluppo della smart agriculture nel Sud-Est Asiatico. Il risultato è nel progetto multimediale, al cui centro campeggia il nuovo film 'Dash', proiettato in un granaio, al cui fianco sorgono un tempio e una piccola piantagione di banani, che insieme costituiscono una sorta di sito archeologico agricolo, a sottolineare come lo scorrere del tempo tecnologico sia molto più rapido dello scorrere di quello umano.
"Nel corso degli anni ho lavorato molte volte con la Fondazione sia a Milano che a Shanghai, ma questa volta - ha premesso Cao Fei - è diverso. Questa volta ho percorso un lungo viaggio, non soltanto geografico, da Guangzhou fino a Pechino, dalla Cina al Sud-Est Asiatico e da Pechino a Milano, ma anche nel tempo. Stavo cercando un modo per tornare a casa, per connettersi alle persone e alla terra". L'artista classe 1978 ha raccontato, non senza commozione, di essere figlia di artisti e nipote di agricoltori. "Da bambina, ho sentito tantissime storie sulla loro vita nelle campagne, tante riguardavano la guerra, la sofferenza, la fame, la separazione e anche la morte, ma riguardavano anche - ha sottolineato - la nostalgia di casa e il desiderio di tornarvi, l'amore per la famiglia, le semplici gioie della vita del villaggio". Lei stessa, da ragazza, per andare a scuola a Guangzhou percorreva in bici chilometri di campagna, ma "poco dopo il mio diploma quelle fattorie sono diventate delle proprietà terriere, i campi e i sentieri sono scomparsi e insieme a questi i miei ricordi dell'adolescenza, le gioie e le tristezze".
Dopo aver studiato i cambiamenti del mondo della fabbrica con Whose Utopia (2006) e Asia One (2018), Cao Fei nel 2023 ha visto per la prima volta i campi agricoli dove "non c'era praticamente alcun essere umano, solo droni, data streaming, irrigazione automatizzata e raccolto automatizzato. La tradizionale forza lavoro si è tradotta in un rapporto tra gli esseri umani e gli schermi, guidato dalla tecnologia. Appariva una nuova figura di contadino, un futuro fantascientifico era già presente". "Quello che so - ha chiosato - è che la tecnologia non riguarda soltanto una coltivazione, ma sta cambiando delle strutture molto più grandi, i mercati globali, parole che suonano distanti da noi, ma che alla fine riatterrano sui nostri terreni come i droni".
Droni che sono al centro di questo lavoro e di riti millenari perché "a prescindere dagli avanzamenti che la tecnologia ci può portare, le persone hanno ancora bisogno di un modo per affrontare il proprio senso di disagio ed è quello - ha concluso - che ho voluto cogliere in questo progetto". (ANSA).


