(ANSA) - ANCONA, 07 LUG - Corrado Cagli e le Marche a Roma, Osvaldo Licini e l'astrattismo italiano, Verso la Transavanguardia. Questi i titoli di tre mostre in programma alla Mole Vanvitelliana di Ancona per scandire il cammino della città a Capitale Italiana della Cultura 2028.
    Le ha annunciate oggi, in un incontro stampa nel capoluogo, l'assessora alla Cultura del Comune di Ancona Marta Paraventi, per dar vita a un percorso triennale dedicato al Novecento italiano e marchigiano, pensato non come semplice successione espositiva, ma come una vera trilogia di ricerca, che metta in relazione la storia artistica della città e dei protagonisti marchigiani col contesto nazionale ed internazionale.
    Affidati a Gabriele Simongini, storico dell'arte, saggista e curatore di mostre, tra cui quella del 2025 intitolata 'Il tempo del futurismo' alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma visitata da 165mila persone, i tre progetti iniziano a gennaio del prossimo anno con la mostra dedicata a Cagli (Ancona 1910 - Roma 1976) nel 50/o della morte, preceduta da una giornata di studi sul pittore nel dicembre di quest'anno alla Pinacoteca Civica. L'allestimento, ha spiegato oggi intervenendo da remoto Simongini, comprende tra le 70 e le 80 opere, di cui una trentina che coprono la produzione dell'artista dagli anni Trenta agli anni Settanta, provenienti soprattutto da musei pubblici (tra cui la Pinacoteca Civica di Ancona) e dall'Archivio Cagli, e le altre riguardanti pittori e scultori contemporanei in dialogo con Cagli. Tra questi: Pericle Fazzini, Ivo Pannaggi, Sante Monachesi, Luigi Bartolini, Orfeo Tamburi, Eliseo Mattiacci e Valerino Trubbiani, ma soprattutto Edgardo Mannucci, col quale Cagli ebbe in comune l'attenzione alla materia come campo di energia, tensione e trasformazione, e Alberto Burri, unico artista non marchigiano.
    Una mostra che nell'intento del suo curatore non vuole solo evidenziare la capacità degli artisti in campo di realizzare nelle loro opere una tensione poetica e visionaria attraverso la continua sperimentazione di tecniche e materiali, ma anche incidere, partendo dalle Marche, nel contesto artistico italiano ed europeo.
    La mostra su Licini, definito il 'Klee italiano', prevede invece nella sezione introduttiva opere di Kandinsky, Klee e Balla, a marcare la differenza tra l'astrattismo d'oltralpe e quello italiano attraverso i lavori di Atanasio Soldati, Fausto Melotti, Lucio Fontana, Luigi Veronesi, Bruno Munari, 'compagni di strada' di Licini alla Galleria del Milione di Milano.
    La mostra sulla Transavanguardia, infine, sarà concentrata soprattutto su Enzo Cucchi e permetterà di rileggere dopo Licini e la linea poetica dell'astrazione, la libertà dell'immagine, la pluralità dei linguaggi e il superamento delle ortodossie novecentesche, ricollegandosi in tal modo alle prime due mostre.
    "Questa trilogia - ha affermato Paraventi - intende restituire ad Ancona e alle Marche il posto che meritano nella storia dell'arte italiana contemporanea. Cagli, Licini e la Transavanguardia non sono solo tre capitoli espositivi, ma una visione culturale. Vogliamo che la Mole Vanvitelliana diventi sempre più una sede di mostre di ricerca, capace di attrarre prestiti, studiosi, pubblico e relazioni nazionali. Questo progetto nasce dentro il percorso di Ancona 2028 e guarda al futuro: la cultura non è solo memoria, ma una forma d'identità viva, capace di generare conoscenza e nuova energia per la città". (ANSA).