(di Francesca De Lucia) (ANSA) - NAPOLI, 11 GIU - La parola Capodimonte è nel mondo sinonimo di porcellana, e da oggi la storia di un'arte raffinatissima, icona napoletana, è di tutti: il Museo e Real Bosco apre una Galleria di sedici sale che trasporta il visitatore nella magnificenza delle corti europee con una ricchissima selezione di oltre 1500 pezzi (dal nucleo di 7000) in gran parte provenienti dalla manifattura fondata da Carlo di Borbone nel 1743 fino agli acquisti e doni dall'Unità d'Italia a oggi.
    Dal salottino di porcellana di Maria Amalia, al servizio delle vedute del Regno (400 pezzi) della Real Fabbrica voluta da Ferdinando IV nel 1771, dai capolavori di Tagliolini come la Caduta dei Giganti, al Carro di Venere con il volto di Carolina Bonaparte: "Per la prima volta nella storia di Napoli le straordinarie raccolte di porcellana del Museo e Real Bosco di Capodimonte, tra le maggiori al mondo, sono visibili al pubblico in una una grandiosa esposizione - sottolinea il direttore del Museo e Real Bosco Eike Schmidt inaugurando la Galleria con il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi - non una semplice sezione dedicata alle porcellane ma un'esperienza immersiva sotto le grandi volte decorate tra mobili preziosissimi, oggetti rari, animali imbalsamati, sete brillanti. Rispetto al progetto iniziale, le sale sono aumentate da dieci a sedici, individuando risorse private oltre che pubbliche, grazie al coinvolgimento di generosi mecenati".
    A firmare l'allestimento è Federico Forquet (Napoli, 1931) eccellenza del design italiano nel mondo, stilista, arredatore e paesaggista (dai leggendari inizi con Balenciaga, alla sua maison di alta moda che vestì Jackie Kennedy, Marella Agnelli, Marisa Berenson), da oltre mezzo secolo maestro dell' interior design e della progettazione di giardini.
    "La visione di Forquet fa di questa Galleria delle Porcellane un'attrazione unica per fascino ed eleganza nel panorama mondiale dei musei. Ma il risultato più importante che oggi festeggiamo è la restituzione di questo tesoro identitario finalmente valorizzato e promosso" sottolinea Schmidt. I lavori sono stati realizzati con fondi del Ministero della Cultura (un milione e centomila euro), il contributo globale dei mecenati è stato di 700mila euro, un gruppo composto dai nipoti di Marella Agnelli Caracciolo di Castagneto (John Elkann ha visitato le sale), Jean e Irene Amic, Franck Giraud, Gonzague de Luze, Annette de La Renta, Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti, Barbara Ward Orefici.
    Nell'atrio il percorso inizia con l'installazione site-specific di Diego Cibelli 'Beata Fragilità del Bosco Amato' in porcellana biscuit, opera acquisita grazie al sostegno di Gianfranco D'Amato e Brunella Trimarco Presidente della Fondazione Tridama. Si parte dalla sala dedicata alle porcellane europee, con rari esemplari di Meissen, la più antica manifattura del continente, molti giunti a Napoli come doni di Augusto III di Polonia alla figlia Maria Amalia per le nozze: l'inizio di una storia, quella della porcellana di Capodimonte, che fu anche pegno d'amore di Carlo per la sua sposa. L'apertura è promossa in collaborazione con Scabec-Società campana beni culturali-Campania Artecard. Audioguida gratuita, catalogo edito da Paparo a cura di Angela Caròla-Perrotti realizzato da Amici di Capodimonte. (ANSA).