(ANSA) - VENEZIA, 18 MAG - Alla 61ª Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia, il Padiglione della Repubblica di Cuba propone una riflessione potente e stratificata sul significato contemporaneo della libertà. Il progetto "Hombres Libres / Free Man" dell'artista Roberto Diago, curato da Nelson Ramírez de Arellano Conde e con la supervisione del commissario Daneisy García Roque, sarà visitabile dal 9 maggio al 22 novembre 2026 presso Il Giardino Bianco - Art Space, in via Garibaldi, nel cuore del percorso che collega i Giardini all'Arsenale. L'installazione si presenta come un insieme di teste scultoree di diverse dimensioni che sembrano avanzare verso lo spettatore, instaurando un confronto diretto e quasi fisico. Realizzate con metalli ossidati, legno, plastica e materiali di recupero, le superfici portano cicatrici in rilievo: segni tangibili che trasformano la materia in memoria.
    Non si tratta di un'estetica del dolore fine a sé stessa, ma di una dichiarazione politica e identitaria. Le cicatrici, lungi dall'essere nascoste, vengono esibite come prova di sopravvivenza e resistenza. Nel lavoro di Diago, la libertà non è mai una condizione acquisita o garantita. È piuttosto una pratica continua, una tensione che impone vigilanza e consapevolezza. In questa prospettiva, la pelle nera diventa una "geografia" di traumi storici e lotte contemporanee: una superficie che racconta, senza mediazioni, il peso della diaspora africana e delle sue eredità. La cicatrice si configura così come affermazione di identità, testimonianza di una dignità che resiste al tentativo di cancellazione. Il concetto di "uomo libero", al centro del progetto, supera la definizione giuridica di individuo privo di vincoli. Per Diago, la libertà appartiene a chi riconosce le proprie ferite, ne rivendica il valore e si oppone alle narrazioni storiche distorte. Non una rappresentazione vittimistica, dunque, ma una genealogia di sopravvissuti che affermano se stessi attraverso la memoria.
    Nato all'Avana nel 1971, Roberto Diago è una figura di primo piano dell'arte contemporanea cubana. Formatosi all'Accademia Nazionale di Belle Arti San Alejandro, è oggi docente consulente presso l'Università delle Arti (ISA) e membro dell'UNEAC. Da oltre trent'anni la sua ricerca indaga l'eredità della schiavitù e le condizioni dell'uomo nero contemporaneo, attraverso un linguaggio che combina pittura, scultura e installazione. La sua carriera internazionale lo ha portato in istituzioni di rilievo come l'Ethelbert Cooper Gallery dell'Università di Harvard, il Museo Nazionale di Belle Arti dell'Avana e la Casa de América di Madrid. Presenza ricorrente nelle grandi rassegne internazionali — dalla Biennale dell'Avana alla Biennale di Dakar — Diago ha già partecipato in passato anche alla Biennale di Venezia, consolidando un dialogo costante con il pubblico globale. Con "Hombres Libres / Free Man", Cuba porta alla Biennale un progetto che evita ogni retorica e sceglie invece un linguaggio diretto, materico, capace di interrogare lo spettatore sul senso profondo della libertà oggi. In un contesto internazionale segnato da tensioni e riscritture della memoria, il padiglione cubano si impone come uno spazio di resistenza critica, dove l'arte diventa strumento di consapevolezza e confronto. (ANSA).