(ANSA) - TUNISI, 29 MAG - Una città attraversata come un arcipelago di quartieri, voci e memorie: la Goletta dei pescatori siciliani e della Madonna di Trapani, il centro europeo con le sue architetture liberty e art déco, la Medina dei sufi e delle scrittrici, le periferie popolari, la Marsa, Sidi Bou Said e Cartagine. È la Tunisi raccontata da Leonardo Martinelli in "Tunisi Mon Amour. Viaggio nella città dalle mille anime", edito da Edt nella collana "La Biblioteca di Ulisse", in uscita in questi giorni in formato digitale e cartaceo. Il libro non si presenta come una guida turistica, né come un saggio antropologico o un reportage in senso stretto, è piuttosto, nelle parole della scheda editoriale, un "atto d'amore" per una città povera e bella, imperfetta e sorprendentemente all'avanguardia. Martinelli la percorre a piedi, sui treni, nei taxi collettivi, sui tram affollati, di giorno e di notte, costruendo un itinerario circolare che parte dalla Goletta e alla Goletta ritorna. Il risultato è un ritratto corale della capitale tunisina, affidato a musicisti, chef, artisti, psicanalisti, registe, attiviste, migranti, custodi di antiche case, pescatrici, dj, pugili e sopravvissuti. Personaggi diversi, spesso lontani fra loro per origine sociale e percorso personale, diventano i veri protagonisti di un viaggio che intreccia Africa e Mediterraneo, nostalgia italiana e presente tunisino, desiderio di libertà e nuove paure. Al centro del libro c'è anche il tentativo di rompere stereotipi e semplificazioni sul mondo arabo e musulmano. La Tunisi di Martinelli è una città contraddittoria, sensuale, popolare e colta, segnata da traumi coloniali ma capace di inventare comunità provvisorie: una spiaggia, una cucina, un teatro, una canzone, una processione, una casa aperta. Nella Goletta, scrive l'autore, "la libertà può coincidere con una sedia di plastica trascinata dove si vuole, con una birra ai tavolini all'aperto, con una spiaggia condivisa da ricchi e nullatenenti". Il libro guarda anche alla stratificazione storica della Tunisia: berberi, punici, romani, vandali, bizantini, arabi, spagnoli, turchi, francesi e italiani hanno lasciato tracce materiali e immateriali. È in questa sedimentazione che Martinelli legge una possibile abitudine all'altro e al diverso, una tolleranza fragile ma ancora riconoscibile nella vita quotidiana della capitale. Giornalista, autore e conduttore radiofonico, Leonardo Martinelli vive a Tunisi e scrive sul Nord Africa per diversi media italiani. In passato ha lavorato per oltre vent'anni al Sole 24 Ore, anche da Bruxelles, Tokyo, Montevideo e Parigi, ed è stato corrispondente dalla Francia per La Stampa. Tra i suoi libri figurano "Michelle Bachelet: la primavera del Cile", "Quasi un romanzo. L'economia raccontata a chi non la capisce" e "Il paese dell'utopia. Viaggio nell'Uruguay di Pepe Mujica". Con "Tunisi Mon Amour" Martinelli firma dunque un libro di viaggio e di incontri, ma anche una dichiarazione d'affetto critica verso una città che accoglie e ferisce, unisce e separa, come il mare che chiude idealmente il percorso: presenza fisica, memoria mediterranea e confine mobile tra partenze, ritorni e convivenza possibile. Il libro esce per la collana "La Biblioteca di Ulisse". (ANSA)