PHOTO
(ANSA) - BOLOGNA, 15 GEN - Dal 17 gennaio al 15 marzo Casa Morandi di Bologna ospita la mostra "Concetto Pozzati. Da e per Morandi", curata da Maura Pozzati in collaborazione con l'Archivio Concetto Pozzati e inserita nel programma di Art City Bologna in programma dal 5 all'8 febbraio. L'esposizione rende omaggio a Concetto Pozzati (1935-2017), ex assessore alla cultura del Comune di Bologna, tra i protagonisti più rilevanti della cultura artistica italiana del secondo dopoguerra. "Il titolo non l'abbiamo inventato noi, - ha spiegato la figlia Maura Pozzati alla prewiev della mostra - ma è un titolo che papà diede al primo omaggio che fa a Morandi nel lontano 1964, presente in questa mostra".
Definito "il corsaro della pittura", Pozzati ha attraversato e messo in dialogo Surrealismo, Informale e Pop Art, mantenendo sempre centrale il ruolo del segno. Dopo una fase iniziale informale, si confronta con Magritte e De Chirico, da lui considerati maestri ideali, fino a diventare una figura chiave della Pop Art italiana. Importante anche il suo ruolo di docente all'Accademia di Belle Arti e intellettuale, sempre aperto al dialogo. Concetto Pozzati ha scritto alcuni testi fondamentali su Giorgio Morandi, tra cui la presentazione della mostra Morandi e il suo tempo (1985-1986), e il ritratto di Morandi inserito nel proprio diario di pittore, dai quali emerge il rapporto conflittuale avuto con il maestro bolognese (amico del padre Mario e dello zio Severo Pozzati), un "uomo scomodo, che non ho amato e che non amo a differenza dello spessore di quel microcosmo irraggiungibile che era la sua pittura".
Il percorso espositivo si apre con Da e per Giorgio Morandi (1964), opera che segna il passaggio verso una pittura più oggettuale e vicina alla sensibilità pop. Seguono lavori del ciclo Restaurazione (1973), dove immagini di Pozzati si sovrappongono a incisioni di Morandi, e opere del 1974 in cui oggetti, fotografie e testi convivono in un linguaggio ironico e sperimentale. Chiude la mostra la serie di carte A casa mia (2007-2008), intimo omaggio agli oggetti domestici come presenze affettive della memoria familiare. "Ecco quindi il Pozzati rapinatore e cleptomane, che prende dalla storia dell'arte - ha aggiunto Maura Pozzati - e mette dentro il suo linguaggio; sceglie la propria pittura, la propria rosa, la propria natura morta, la palette dell'artista, producendo un ciclo estremamente divertente perché apre un periodo di riflessione sull'arte, e per Concetto Pozzati l'arte produce arte". (ANSA).


