(ANSA) - PALERMO, 10 FEB - "La caratteristica della mostra 'Tesori Impressionisti: Monet e la Normandia' è racchiusa nel rapporto fenomenale in Normandia tra la fisica della pittura e la fisica della natura". Lo dice Alain Tapiè, conservatore dei musei di Francia e direttore della collezione "Peindre en Normandie", curatore dell'esposizione organizzata dalla Fondazione Federico II al Palazzo Reale di Palermo.
    "In Normandia si è sviluppato il naturalismo, con il lavoro la luce, della materia per creare delle sensazioni fisiche, un particolare del Nord della Francia. Sarebbe questa la definizione dell'impressionismo, una tecnica che divide i colori e diffondere la luce - continua Tapié - Quando guardo guarda Palermo vedo le pietre levigate dal lavoro fatto dal vento e dalla pioggia, è come se la natura lavorasse assieme all'uomo, a Palermo come nei paesaggi normanni".
    Lo stretto legame fra il paesaggio, genere dominante durante tutto il corso del XIX secolo, e il mercato dell'arte lascia supporre che "il centralismo parigino abbia dettato legge nella scelta sia dei soggetti sia degli stili - afferma l'esperto - Bisogna tuttavia riconoscere che la pittura di paesaggio trae le sue origini da tre luoghi geografici distinti, in momenti diversi. Dal 1825 circa, quando il romanticismo emerge dalla pastoia letteraria e accademica, al 1885, momento in cui i mercanti d'arte ritrovano definitivamente i presupposti finanziari che permettono loro di assicurarsi la produzione di opere in serie da parte dei pittori, la terra, il cielo e il mare della Normandia si impongono con soggetti in cui la fisica della natura risponde alla fisica della pittura, in una mescolanza spesso inaspettata di attività di fatica e di villeggiatura", conclude Tapié. (ANSA).