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(ANSA) - ROMA, 25 MAG - Saranno le grandi figure femminili del mito, attraversate da temi contemporanei come guerra, memoria, identità e resistenza, il filo conduttore del Mythos Troina Festival 2026, la rassegna teatrale diretta da Luigi Tabita riconosciuta dal Ministero della Cultura e patrocinata dall'Inda - Istituto Nazionale del Dramma Antico, che animerà l'estate culturale di Troina con dieci prime nazionali, grandi interpreti e nuove drammaturgie.
Troina, borgo dei Nebrodi ricco di storia, arte e bellezze naturali, è oggi anche il simbolo di un territorio che ha scelto di reagire alle difficoltà legate allo spopolamento e alle criticità infrastrutturali investendo nella cultura come strumento di crescita e rigenerazione. Negli ultimi anni, infatti, l'amministrazione comunale ha avviato un importante percorso di rilancio economico, turistico e sociale del territorio, valorizzando legalità, accoglienza e patrimonio culturale. Dal recupero di oltre 4 mila ettari confiscati alla mafia alla nascita della più grande azienda agricola d'Italia, fino al progetto delle "case a un euro", Troina ha costruito un modello di rinascita che ha portato nuovi residenti, opportunità di lavoro e importanti riconoscimenti nazionali, tra cui quello di "borgo più bello d'Italia" nel 2019. In questo percorso, la cultura e il teatro sono diventati uno dei motori principali dello sviluppo del territorio, trasformando il Mythos Troina Festival in un progetto che unisce spettacolo dal vivo, identità, partecipazione e valorizzazione del borgo. Ad aprire il festival, il 3 luglio all'Anfiteatro della Radura, sarà la prima nazionale di "Chi ha paura del Minotauro? Voci di donne in tempo di guerra", progetto, testo e regia di Marco Carniti tratto da "Guardando le donne, guardando la guerra" di Victòria Amelina. Protagonista Ester Pantano, volto amatissimo dal grande pubblico per il ruolo nella serie di Rai 1 "Makari", affiancata da Antonella Civale, Selene Gandini, Ginevra Di Marco e Gaia Bevilacqua. Lo spettacolo affronta il tema della guerra attraverso le testimonianze di donne ucraine, trasformando il mito del Minotauro in una potente metafora contemporanea.
Il 10 luglio spazio a "Elena" di Euripide, con la regia di Nicasio Anzelmo e un cast composto, tra gli altri, da Anna Teresa Rossini e Silvia Siravo.
Il 17 luglio debutta in prima nazionale "Si prova Antigone", elaborazione drammaturgica e regia di Mauro Avogadro, produzione INDA, ambientata nella Parigi occupata dai nazisti. Lo spettacolo mette in dialogo il classico di Sofocle con le inquietudini del presente attraverso il lavoro degli allievi dell'Accademia d'Arte del Dramma Antico. Tra gli appuntamenti più attesi anche la prima nazionale de "Il canto di Penelope" di Margaret Atwood, diretto da Marcello Cutugno e interpretato da Lunetta Savino, in scena il 24 luglio.
Una rilettura contemporanea e femminista della figura di Penelope, non più simbolo passivo dell'attesa ma donna capace di esercitare un potere silenzioso e strategico. La sezione "Assoli" ospiterà poi tre nuove produzioni in prima nazionale alla Torre Capitania firmate da tre registe donne. Il 28 e 29 luglio andrà in scena "Andromaca - il candore del cigno" di Gianni Guardigli, con Daniela Giovannetti e la regia di Valeria Almerighi, spettacolo che attraversa i temi della guerra, della perdita e della resistenza femminile, intrecciando mito e drammatica attualità. Il 30 e 31 luglio sarà invece la volta di "Polissena dimenticata", scritto e diretto da Aurora Miriam Scala, con protagonista Federica De Benedittis, volto storico de "Il Paradiso delle Signore" e interprete di numerose fiction Rai e Mediaset. L'1 e 2 agosto il festival proseguirà con "Sing Orpheus Sing", scritto e diretto da Noemi Francesca e interpretato da Dario Guidi.
Il festival si concluderà con la sezione "OltreMythos", che porterà in scena, in suggestive location del borgo normanno, altre due prime nazionali: "La congiura dei Nessuno" con Sergio Beercock e Giovanni Alfieri, il 6 agosto e, come grande evento finale della rassegna, "Τειρεσίας Tiresia Teiresías", l'8 agosto, interpretato da uno dei più grandi maestri del teatro e del cinema italiano, Leo Gullotta, con la regia di Fabio Grossi.
(ANSA).


