(di Luciano Fioramonti) (ANSA) - MACERATA, 08 AGO - Ammirare una maestosa Crocifissione di Lorenzo Lotto rimasta da 500 anni nella piccola chiesa del borgo per la quale era stata pensata, dormire in un hotel che nelle sue stanze racconta la storia del design per interni con i pezzi-simbolo dei giganti dell' architettura, attraversare le stanze affrescate di un palazzo nobiliare oggi museo tra arte classica e opere di maestri contemporanei, nel cuore di una regione che allo splendore dell' ambiente abbina la sapienza e l'abilità dei mestieri. Un itinerario del bello si snoda lungo le colline marchigiane tra Tolentino e Macerata per gli amanti del turismo lento e per chi ha seguito la stagione lirica dello Sferisterio alle battute conclusive in questo fine settimana con Carmina Burana, Il Barbiere di Siviglia e Nabucco.
    Si può partire da Monte San Giusto, 7.500 abitanti, che con le sue chiese - otto fino all' Ottocento - rimanda a un passato di prestigio religioso e di centro nevralgico di transito. Sull' altare di Santa Maria della Pietà spicca la grande tela dipinta da Lotto nel 1529 su commissione del potente vescovo Niccolò Bonafede. Arrivò arrotolata da Venezia a Porto Recanati e venne impreziosita dalla grande cornice in legno dorato realizzata da artigiani locali su progetto del pittore veneziano. Tutto è rimasto come allora, il dipinto è stato spostato solto una volta negli anni '80 per un restauro radicale. Come museo diffuso il piccolo comune riserva sorprese con gli affreschi della Camera Picta (chiusa per restauri) di Palazzo Bonafede, la Pinacoteca in cui a colpire è la collezione di opere su carta di artisti illustri, da Vasari a Guercino ad Andrea Pozzo, e la mostra di 18 presepi storici curata da Andrea Pistolesi, baritono di professione che in casa ha una collezione di quattromila statue di ogni epoca. Da quindici anni, inoltre, il paese tra fine settembre e i primi di ottobre si anima di colori e sorrisi con il Clown&Clown Festival, festa internazionale che fonde arte circense e clownterapia, sotto l' enorme naso rosso sul campanile della chiesa. Hunter Doherty 'Patch' Adams, il medico americano che ha ispirato il film, è cittadino onorario di Monte San Giusto dal 2008 e vi è tornato più volte come ospite.
    Tutt'altro fascino riserva 'Interno Marche, design experience hotel', inaugurato poco più di due anni fa dopo il restauro costato circa 15 milioni di euro dell'edificio liberty che dal 1922 fu sede dell' Opificio della Nazareno Gabrielli, l'azienda di pelletteria e abbigliamento in voga fino agli anni Novanta.
    L' idea di trasformarlo in albergo-museo si deve a Franco Moschini, patron di Poltrona Frau, perchè il grande pubblico potesse toccare con mano nelle camere e nella hall i pezzi più famosi del design e dell' arte applicata internazionale.
    Moschini, imprenditore e mecenate illuminato - ''ogni mattina salutava uno per uno tutti i dipendenti ed era pronto a dare una mano se qualcuno di loro avesse avuto bisogno'' raccontano -, era stato l' artefice nei primi anni '60 del trasferimento da Torino a Tolentino di Poltrona Frau, che non riusciva a fare fronte a un grosso debito con la Nazareno Gabrielli per la fornitura di pellame. Quell' operazione fece scoprire il comune marchigiano come crocevia della lavorazione della pelle che affonda le radici nel Cinquecento. La svolta fu quando Moschini decise di chiamare grandi architetti, primo fra tutti Gio Ponti, per progettare nuovi arredi. Interno Marche ha 25 stanze intestate alle star del design - da Gae Aulenti a Michael Thonet, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Vico Magistretti, Michele De Lucchi, Jean Marie Massaud, Marco Zanuso - ognuna arredata con i pezzi che li hanno resi celebri, e altre cinque nella dependance dedicate ai movimenti artistici, dal Radical al Pop. Dell'imprenditore morto nel 2025, la Fondazione Design Terrae, continua a tenere vivo l' insegnamento riassunto nel suo motto Buono, Bello e Ben Fatto. ''Interno Marche è il suo lascito per far conoscere il territorio attraverso la sua storia - dice all' ANSA l' architetto Carlo De Mattia, presidente della Fondazione -. Non gli interessava quanto sarebbe costato ma l' importanza del messaggio che voleva far passare''. Nella zona industriale di Tolentino a ripercorrere la storia di Poltrona Frau e dei suoi pezzi classici - la poltrona Vanity Fair, i divani Chester, la sedia Archibald, ripensata dall' artista americano Obey per l' ultima versione in tiratura limitata da 200 pezzi (al costo di 15 mila euro l' una) - è il museo inaugurato nel 2012 accanto alla sede operativa nel centenario della fondazione dell' azienda. Disegnato da De Lucchi, racconta l' evoluzione del marchio - oggi di proprietà della americana Haworth - che cura in tutto il mondo anche gli allestimenti di sale congressi e da concerto, grandi navi, gli interni di imbarcazioni di lusso e delle auto più prestigiose, da Ferrari e Porsche.
    A Macerata vale la visita Palazzo Buonaccorsi per le sue raccolte di arte antica, barocca e rinascimentale, i dipinti della settecentesca Galleria dell' Eneide, i 24 veicoli storici del museo della Carrozza, e la collezione di arte moderna che affianca agli esponenti futuristi, con un focus sull' artista della città Ivo Pannaggi, i lavori di autori del secondo dopoguerra fino agli anni più recenti. (ANSA).