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(ANSA) - CALTANISSETTA, 15 OTT - Dalla Sicilia segnata dalla violenza mafiosa alle strade dell'Avana, passando per la caduta della Cortina di Ferro, Tangentopoli e i conflitti internazionali. Oltre quarant'anni di storia raccontati attraverso l'obiettivo di Luciano del Castillo, fotografo e giornalista protagonista della mostra 'Nero su Bianco', curata da Ettore Maria Garrozzo e ospitata dal 16 settembre all'Officina degli Artisti di Caltanissetta nell'ambito della manifestazione 'Le vie dei Tesori'.
L'esposizione ripercorre una lunga carriera nel fotogiornalismo durante la quale del Castillo ha documentato alcuni degli avvenimenti più significativi della storia contemporanea, trasformando la fotografia in uno strumento di testimonianza e memoria collettiva. Il percorso prende avvio dalle cronache di mafia a Palermo, raccontate attraverso le pagine dello storico quotidiano 'L'Ora', fino alle grandi trasformazioni politiche e sociali dell'Europa dell'Est, alla fine della Prima Repubblica italiana e alle crisi internazionali successive agli attentati dell'11 settembre. Un'esperienza professionale maturata all'ANSA e attraverso collaborazioni con diversi media nazionali e internazionali.
A scandire simbolicamente il racconto sono due isole, la Sicilia e Cuba, unite dallo sguardo del fotografo. Da 'Compare Turiddu', immagine realizzata nei primi anni Ottanta nell'entroterra siciliano, fino ad 'Amo esta isla', scattata all'Avana: emerge un itinerario fatto di luoghi, persone e vicende che restituiscono la complessità di oltre quattro decenni di storia.
Tra le immagini che documentano il lavoro del fotoreporter figurano i funerali di Giovanni Falcone nel 1992, quelli di Enrico Berlinguer nel 1984, le devastazioni della guerra a Sarajevo, l'Afghanistan e la Cisgiordania, fino alle testimonianze della pandemia a Roma e alle scene di vita quotidiana cubana.
In occasione dell'inaugurazione, il 16 settembre alle 19, Luciano del Castillo incontrerà il pubblico e ripercorrerà le tappe fondamentali della propria carriera, accompagnando il racconto con la proiezione di alcune fotografie. Un'occasione per riflettere sulla capacità delle immagini di andare oltre la semplice documentazione dei fatti, restituendo il volto umano degli avvenimenti che hanno segnato la storia recente. (ANSA).


