(ANSA) - TORINO, 22 GEN - Spazi rinnovati, nuove iniziative e un calendario fitto di appuntamenti con progetti che spaziano dalla storia della Formula 1 alla fotografia, dalla Pop Art alla musica, dal design alla cultura visiva. Il Museo Nazionale dell'Automobile sceglie di cambiare passo, rilanciando il proprio ruolo culturale in un momento di profonda trasformazione per l'identità stessa dell'auto. "Custodiamo un patrimonio, ma dobbiamo stare nell'attualità. Un Museo in crescita che non vuole lasciare indietro nessuno", sottolinea la direttrice Lorenza Bravetta.
    Sul fronte espositivo nasce una nuova area di 1.600 metri quadrati interamente dedicata al design, tra spazi permanenti e mostre temporanee, con una collaborazione in arrivo con la Triennale Milano. La Sala Albertini viene ampliata fino a superare i 2.000 metri quadrati per ospitare grandi mostre tematiche. A questa si affianca una nuova project room, pensata per la sperimentazione artistica e la cultura pop, che da aprile a settembre ospiterà 'Automobili: Dalla e Roversi'. Troverà spazio anche una sala permanente dedicata alla storia e al linguaggio della pubblicità automobilistica.
    "Nel 2023, con i 90 anni del Museo, abbiamo fatto una scommessa riuscita. Siamo usciti dal museo, incontrando enti e istituzioni, ripensandone la complessa identità proprio nel momento della sua crisi, di traiettoria industriale e come oggetto di desiderio", spiega il presidente Benedetto Camerana.
    Un dialogo che prosegue oggi con la musica, con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e con il progetto Convergenze. Il Mauto guarda anche al futuro della mobilità, tra nuove motorizzazioni, smart city e prospettive metropolitane.
    Da qui il nuovo allestimento, a partire da Confino, ripensato per superare una narrazione novecentesca ormai anacronistica.
    Cambiano illuminazione, testi, accessibilità e catalogo, con le didascalie curate con la Scuola Holden. Cambia anche il rapporto con le auto esposte, più vicine ai visitatori, come vere opere d'arte. E prosegue il dialogo con l'arte contemporanea, da Artissima alle collaborazioni annuali con singoli artisti, per rafforzare un legame organico con le altre realtà culturali e ridefinire il museo come spazio vivo, aperto e in continua evoluzione. (ANSA).