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(ANSA) - ERICE, 21 LUG - "Arte e scienza sono le più alte espressioni della creatività umana e strumenti di conoscenza, pace e civiltà". E' da questa convinzione di Antonio Zichichi, scienziato, divulgatore e fondatore del Centro di Cultura Ettore Majorana, che nasce la mostra 'Antonio Zichichi. Dalla materia alla meraviglia', aperta al pubblico a Erice dal 24 luglio al 4 novembre. L'esposizione, curata da Giordano Bruno Guerri, racconta lo speciale rapporto che il grande scienziato intrattenne con alcuni dei maggiori protagonisti dell'arte italiana e internazionale. La mostra, che si sviluppa tra l'Istituto Wigner - San Francesco, il castello di Venere e la chiesa di san Pietro, riunisce oltre cinquanta opere di 28 artisti, restituendo un'immagine poco conosciuta di Antonino Zichichi, quella di un intellettuale capace di costruire un ponte tra ricerca scientifica e linguaggio artistico, nella convinzione che la meraviglia rappresenti l'origine comune della conoscenza e della creatività umana. Le opere esposte raccontano incontri, dialoghi, modi diversi di interrogare il mistero della materia, della luce, del tempo, dello spazio e dell'infinito. Lo stesso mistero che Zichichi ha inseguito per tutta la vita. In mostra il dialogo tra discipline diverse attraverso artisti come Alberto Biasi, Gregorio Botta, Bruno Ceccobelli, Umberto Mariani, Emilio Vedova, Luciano Ventrone e Giuliano Vangi, accanto a figure provenienti da altri ambiti del sapere, tra cui lo scrittore Tahar Ben Jelloun, l'etologo Danilo Mainardi e il giurista Ortensio Zecchino. Alcuni lavori sono stati realizzati appositamente per l'esposizione come omaggio alla memoria dello scienziato a pochi mesi dalla sua scomparsa. "Zichichi ebbe un rapporto particolare con la pittura - racconta Giordano Bruno Guerri - Si improvvisò pittore negli anni Settanta comprando tutto ciò che serviva per dipingere a olio paesaggi, biciclette e barche a vela, ma presto smise; poi all'inizio degli anni Novanta riprese il pennello in mano e dipinse solo formule, interrompendosi poco dopo. Però da lì in poi ebbe una continua interazione con artisti coevi; lo appassionava l'immediatezza del linguaggio artistico, comprensibile ai più, mentre la bellezza matematica e fisica sono più complesse per il pubblico.
Cercò di far realizzare opere in cui il messaggio scientifico fosse comprensibile e curò con passione mostre su Fibonacci e il Numero Aureo, dove arte e matematica, proporzioni geometriche e forme artistiche si intrecciano". (ANSA).


