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(ANSA) - ROMA, 28 OTT - Ville, castelli, cascine, masserie e tenute storiche raccontano un patrimonio vivo, nel quale la conservazione si accompagna ad attività produttive, accoglienza e valorizzazione delle eccellenze locali, capaci di coniugare tradizione e innovazione. Per questo l'edizione 2026 di Coltiviamo la Cultura, l'iniziativa - promossa dall'Associazione Dimore Storiche Italiane ETS e patrocinata del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste - quest'anno si svolge, per la prima volta, in collaborazione con Confagricoltura, con il coinvolgimento di Confagricoltura Donna.
L'iniziativa rafforza il dialogo tra realtà impegnate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio rurale italiano e pone al centro la capacità delle dimore storiche di coniugare conservazione, attività produttive e innovazione, contribuendo all'evoluzione dell'agricoltura e allo sviluppo economico e culturale delle comunità locali. Domenica 8 novembre, accanto alle aperture diffuse sul territorio nazionale, tre appuntamenti dedicati allo sviluppo di nuove tecnologie in agricoltura, organizzati da Confagricoltura Donna in Calabria, Emilia-Romagna e Piemonte.
La collaborazione con ASI porterà inoltre nelle dimore macchine agricole d'epoca, testimonianza dell'evoluzione del lavoro agricolo.
Le dimore storiche si confermano così presìdi attivi dei territori e parte di un sistema diffuso che mette in relazione patrimonio culturale, imprese agricole e sviluppo economico locale.
I dati del VII Rapporto dell'Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato confermano il ruolo delle dimore storiche come realtà capaci di integrare agricoltura, cultura e turismo: il 66% delle realtà agroalimentari coinvolte nell'indagine offre attività di agriturismo o altre forme di ospitalità rurale, mentre il 56% promuove, in modo strutturato o occasionale, percorsi di valorizzazione enogastronomica aperti al pubblico, tra degustazioni guidate, visite ai luoghi di produzione, itinerari tematici ed eventi. La vendita diretta in azienda, indicata dal 37% dei rispondenti, si conferma inoltre il principale canale di distribuzione, rafforzando il legame tra prodotto, luogo di origine e comunità locale.
"Sostenere questo legame significa tutelare l'identità dei territori e creare le condizioni perché questo patrimonio continui a vivere e a essere trasmesso alle generazioni future", dichiara Maria Pace Odescalchi, Presidente dell'Associazione Dimore Storiche Italiane Ets. "La sinergia tra cultura, agricoltura e turismo consente di offrire esperienze autentiche, in cui paesaggio, storia e produzioni di qualità si integrano in una proposta distintiva" aggiunge Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura. (ANSA).


