(ANSA) - PALERMO, 10 FEB - Il fascino magnetico delle luci del Nord della Francia illumina le sale Duca di Montalto di Palazzo Reale, a Palermo. E' una delle caratteristiche che emerge nelle opere degli impressionisti in mostra a Palermo.
    Quaranticinque autori, tra cui spiccano non solo i nomi più celebri - Monet, Renoir, Corot, Bonnard - ma anche artisti meno noti al grande pubblico, seppur di altissima qualità.
    All'anteprima dell'esposizione sono presenti il presidente dell'Ars e della fondazione Federico II, Gaetano Galvagno, la direttrice della Fondazione, Antonella Razete, il curatore della mostra Alain Tapié, il co-curatore Gabriele Accornero e il segretario generale dell'Ars Fabrizio Scimé.
    "Il visitatore sarà immerso in un'atmosfera fortemente emozionale grazie all'utilizzo di tecnologie di ultima generazione, in particolare attraverso la proiezione sull'intera volta delle Sale di opere legate al tema dei "Cieli Impressionisti. Le opere da Monet e Renoir mettono in risalto i colori della Normandia" dice Razete.
    L'esposizione dei Tesori Impressionisti al Palazzo Reale di Palermo, racconta una storia che non poteva trovare sede più coerente: un monumento che conobbe il suo massimo splendore nel Medioevo proprio sotto i Normanni. Un progetto ambizioso, reso possibile grazie a una squadra che unisce le risorse interne della Fondazione a contributi esterni di altissimo profilo.
    "Particolare attenzione è dedicata ai cardini di una tecnica del colore del tutto innovativa, fondamento delle atmosfere immersive della pittura impressionista - conclude la direttrice - che fu fonte di ispirazione anche per i vedutisti siciliani, come Francesco Lojacono. Attraverso lo studio della luce e del colore, questi artisti divennero custodi e testimoni della bellezza del paesaggio siciliano".
    Grazie all'intelligenza artificiale, immagini d'epoca originali hanno preso vita e contribuiscono a guidare il pubblico in un viaggio capace di restituire le atmosfere del passato e di creare una profonda identificazione con ciò che si presentava allo sguardo dei cosiddetti pittori della luce. "Un progetto ambizioso, reso possibile grazie a una squadra che unisce le risorse interne a contributi esterni di altissimo profilo" dice la Fondazione. (ANSA).