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(di Laura Valentini) (ANSA) - ROMA, 15 OTT - L'intimità concettuale di una ricerca artistica sulla fine (di una relazione amorosa, di un progetto, di una vita) e la prospettiva sociale e comunitaria dell'architettura, dove lo spazio urbano può diventare piattaforma di aggregazione e convivenza. Il Maxxi esplora entrambe le dimensioni con le due mostre con cui si presenta al pubblico dopo la pausa estiva a partire dal 16 ottobre: la prima è la più ampia monografica mai dedicata in Italia a Sophie Calle, fotografa e artista concettuale francese, che arriva al Museo delle arti del XXI secolo con "Matrimoni, Rotture e Funerali inclusi" a cura di Simona Antonacci; l'altra è un'installazione site specific dell'architetta messicana Tatiana Bilbao dal titolo 'Campo aperto' con riferimento (e oggetti necessari) al gioco della pelota. "Due grandi mostre aprono l'autunno del museo" spiega la Presidente del Maxxi Maria Emanuela Bruni. "Con quella dedicata a Sophie Calle il Maxxi assolve appieno alla sua missione di primo Museo nazionale del contemporaneo, portando per la prima volta a Roma e in Italia una panoramica così ampia sul lavoro di una grande artista internazionale. Inoltre, proprio per questa occasione è stata realizzata la prima opera permanente del museo al di fuori della sua sede: un nuovo intervento concepito appositamente per la città, nato dalla collaborazione con il Cimitero Acattolico per gli Stranieri di Roma". Si tratta di "una tomba, un avello dal titolo 'I segreti dei viandanti', con cui il Maxxi - spiega Bruni - esce dal proprio spazio e dissemina di sue opere anche l'esterno del museo nel segno del dialogo con la città e di nuove forme di relazione tra arte contemporanea, luoghi e comunità". La mostra non segue un ordine cronologico ma di fatto attraversa quarant'anni di attività dell'artista parigina, classe 1953: "solo la sezione 'Dolore squisito' ha 230 elementi" racconta la curatrice. Del resto la mostra "restituisce oltre 40 anni di lavoro dell'artista: in tutto sono otto progetti che raccontano il modo in cui Calle interagisce in modo diretto con il pubblico. Lei da sempre lavora con la fotografia e con il testo - sottolinea Antonacci - quello che propone sono narrazioni vere e proprie, essenziali anche nei casi in cui racconta storie drammatiche o dolorose" con testi che la mostra ha scelto di proporre nell'originale francese ma con un libro a disposizione dei visitatori con le traduzioni in italiano.
Sia Calle che Tatiana Bilbao "sono due eccellenti protagoniste dell'arte contemporanea - osserva la Direttrice della sezione Architettura e Design contemporaneo del museo Lorenza Baroncelli - il rapporto con Sophie Calle nasce dall'acquisizione da parte della collezione del Maxxi Architettura dell'opera 'Room 44' per la quale Calle si fa assumere da un albergo veneziano e fotografa per un mese gli oggetti della stanza in disordine e attraverso di essi ricostruisce e si immagina la storia delle famiglie che ci sono state". Tatiana Bilbao, una delle più importanti voci dell'architettura internazionale, "è stata scelta per la nona edizione delle serie interna al museo, 'Nature', che riflette su come raccontare l'architettura non tramite disegni e sezioni ma attraverso la costruzione di uno spazio vero e proprio; ha scelto un'installazione, Campo Aperto che è insieme memoria e gioco" capace di dialogare con tutti i visitatori e non solo con gli addetti ai lavori. Spiega Tatiana Bilbao: "Abbiamo scelto di dedicare lo spazio al gioco della pelota che era molto diffuso in America latina, non solo in Messico ma in vari altri paesi; l'abbiamo scelto perché non è solo un gioco ma crea anche una relazione forte con altre pratiche sociali in tema di ritualità, religione, socialità in senso esteso, perfino la guerra e ha anche a che fare con il significato della vita e della morte". Dunque "ci è sembrata una interessante provocazione per dialogare non solo con i visitatori del Maxxi - racconta l'architetta - ma anche con la comunità intesa in senso più ampio". (ANSA).


