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Un percorso tra oltre duecento opere racconta settant'anni di creatività nordica al femminile: piatti, bicchieri, servizi da tavola diventati simboli di emancipazione, innovazione e nuovi modelli sociali. È la mostra 'Nordic Table Design. Una silenziosa rivoluzione femminile 1900-1970', a cura di Fabia Masciello, allestita dal 20 giugno al 10 gennaio al Mic-Museo internazionale delle ceramiche di Faenza (Ravenna). L'esposizione ripercorre il lavoro e le condizioni lavorative di donne che, con un approccio al design umanistico e tipicamente femminile e una conoscenza diretta delle esigenze domestiche, hanno realizzato una "rivoluzione silenziosa" nel modo di concepire la tavola e, più in generale, nella vita delle donne. Hanno ridisegnato piatti, bicchieri, pentole e posate, rendendoli più funzionali ed economici senza mai rinunciare alla bellezza; hanno sperimentato nuovi materiali, colori e forme, secondo il principio del Movimento Moderno in cui "la forma segue la funzione". Un gran numero di pezzi artistici di alta qualità, in parte in produzione, prestati da aziende, in parte pezzi storici provenienti da collezioni private e musei, descrive l'attività creativa e le condizioni di lavoro di settant'anni di design femminile di articoli per la tavola.
Esiste un legame particolare con il Premio Faenza, Concorso internazionale d'arte ceramica: dal 1964 al 1974 era attiva la sezione dedicata al disegno industriale, con premi d'onore, medaglie d'oro del Presidente della Repubblica, del Senato e della Camera. Parteciparono in maniera costante tante manifatture nordiche con donne designer: numerosi premi furono consegnati a Grete Ronning, Marianne Westman, Rut Bryk, Hertha Bengtson, tra i nomi più noti. Questi manufatti premiati fanno parte della collezione del Mic e verranno esposti in un'apposita sezione della mostra.


