(di Giulia Bertollini) (ANSA) - ROMA, 21 LUG - La cultura si conferma una risorsa strategica per lo sviluppo economico, sociale e civile dell'Italia, capace di trasformare i territori, attrarre turismo, generare occupazione e favorire processi di rigenerazione urbana. È quanto emerge dal 22° Rapporto Annuale Federculture "Impresa Cultura - La cultura che cambia i territori", presentato oggi a Roma presso il Ministero della Cultura, che fotografa attraverso dati aggiornati il sistema culturale italiano, dai finanziamenti alla partecipazione, dal turismo al lavoro. "Viviamo una fase di grandi cambiamenti: la rivoluzione digitale sta modificando profondamente le modalità di produzione, distribuzione e fruizione dei contenuti culturali. In questo scenario la cultura non riguarda soltanto la tutela del patrimonio, ma rappresenta un elemento fondamentale per lo sviluppo sociale, civile ed economico del Paese, contribuendo alla crescita delle comunità e favorendo processi di rigenerazione dei territori. Bisogna promuovere forme sempre più efficaci di collaborazione tra pubblico e privato, valorizzando le competenze e le energie presenti nel sistema culturale italiano", ha dichiarato Caterina Bova, direttrice generale degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro della Cultura. Il rapporto evidenzia innanzitutto il ruolo centrale della cultura nel turismo. Nel 2025 l'Italia raggiunge 476,4 milioni di presenze turistiche, in crescita del 2,2% rispetto al 2024 e del 9,8% rispetto al 2019, con i comuni a vocazione culturale e paesaggistica, appena il 13% dei comuni italiani, che concentrano il 63% delle presenze nazionali. Nei territori culturali cresce anche la componente internazionale, che supera il 55% del totale, arrivando al 58% nei comuni culturali e al 73% nelle grandi città. Alla maggiore attrattività turistica si associa anche un impatto economico più rilevante. Nei grandi centri urbani, nei comuni a prevalente vocazione culturale e nei territori multi-vocazione con componente culturale, il reddito imponibile medio per contribuente raggiunge 25.600 euro, l'8,5% in più rispetto alla media nazionale di 23.600 euro. Nei comuni con altre caratteristiche turistiche il valore si ferma a 22.000 euro, circa il 16% in meno rispetto ai territori culturali. La cultura si conferma inoltre una leva per la rigenerazione urbana.
    Dall'analisi del Pnrr condotta da Federculture emerge che sono 342 gli interventi a caratterizzazione culturale finanziati nella misura dedicata alla riduzione della marginalizzazione e del degrado sociale, pari al 17% dei progetti complessivi, per un valore di circa 800 milioni di euro, quasi il 20% delle risorse disponibili. Gli interventi riguardano recupero di beni culturali, teatri, strutture per lo spettacolo dal vivo e altri spazi culturali. Sul fronte della partecipazione cresce il pubblico della cultura. Nel 2025 il 48,2% degli italiani è andato al cinema, il 35,8% ha visitato musei e mostre, contro il 33,6% dell'anno precedente, mentre il teatro raggiunge il 24,3% della popolazione. A trainare la ripresa sono soprattutto i giovani: nella fascia 15-24 anni la partecipazione al cinema supera il 77%. Restano però forti differenze territoriali: oltre il 40% della popolazione del Nord-Ovest visita musei e mostre, contro circa il 26% nel Mezzogiorno. "La crescita del pubblico conferma che in Italia la domanda di cultura è forte. Il punto oggi è dare al settore strumenti più stabili per rispondere a questa domanda e ridurre le differenze tra i territori", afferma il presidente di Federculture Andrea Cancellato, richiamando la necessità di rafforzare strumenti come l'Art Bonus e il Fondo Cultura. "I dati testimoniano una crescita della partecipazione culturale, con aumenti evidenti per cinema, spettacoli dal vivo e visite a musei e siti archeologici. Questa dinamica è trainata soprattutto dai più giovani, mentre resta più debole in altre fasce della popolazione", sottolinea Alberto Bonisoli, direttore dell'Ufficio Studi di Federculture. (ANSA).