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(ANSA) - VENEZIA, 17 MAR - Torna a marzo 2026 Design in Villa, il festival promosso da Dimore Amiche del Veneto, con il patrocinio dell'Associazione Dimore Storiche Italiane (Adsi) e dell' Associazione Ville Venete, che mette in dialogo il patrimonio delle dimore storiche con l'eccellenza del design italiano contemporaneo. Giunto alla sua seconda edizione, il progetto si svolgerà nei fine settimana del 21-22 e 28-29 marzo, coinvolgendo sei ville e un castello, aperti al pubblico per un'esperienza che intreccia architettura, storia, artigianato e progettazione: Villa Priuli Crisanti, Villa Rosa, Castello di Thiene, Parco Frassanelle, Villa Valmarana ai Nani - Il Bosco, Villa Angarano Bianchi Michiel e Villa da Schio.
Design in Villa nasce con l'obiettivo di creare una connessione autentica tra passato e futuro, facendo incontrare le storie delle famiglie che abitano da generazioni questi luoghi con il lavoro di designer e progettisti contemporanei. Ogni dimora accoglie uno o più designer, invitati a presentare oggetti, creazioni e percorsi di ricerca in dialogo con gli spazi storici, i materiali e le atmosfere che li caratterizzano. Il filo conduttore del festival è la valorizzazione dell'artigianato italiano, inteso come patrimonio di saperi antichi che il design contemporaneo è chiamato a reinterpretare e rinnovare. Tecniche tradizionali, lavorazioni manuali e conoscenze sedimentate nel tempo trovano nuove forme e nuovi linguaggi grazie alla progettazione, dando vita a oggetti unici o a piccole serie realizzate con attenzione alla materia, al processo e alla qualità. In questo equilibrio tra tradizione e sperimentazione, il designer diventa il tramite capace di trasformare la memoria in progetto. Durante il festival, le dimore si intrecciano alle storie dei designer, che saranno presenti per raccontare il proprio lavoro e incontrare il pubblico durante speciali momenti di "Incontro con i designer".
I designer e gli artisti invitati rappresentano un ampio spettro di pratiche progettuali, accomunate da una forte attenzione alla materia, al gesto e al tempo del fare. Accanto a ricerche che lavorano sul dialogo tra architettura storica e interni contemporanei, il festival ospita designer e studi che indagano il rapporto tra artigianato, progetto e produzione in piccola serie. Un nucleo significativo è dedicato alla sperimentazione sui materiali e al riuso, declinata in forme diverse: dalla ceramica alla gomma recuperata, dai tessuti alle fibre naturali.
Il tema del corpo, della memoria e della trasformazione attraversa invece le ricerche legate alla gioielleria contemporanea e alla pratica artistica. (ANSA).


