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(di Agnese Ferrara)
Con un percorso di oltre 100 opere provenienti da collezioni private, dedicate alla proficua e creativa 'seconda vita' di Henri Matisse, dal 28 febbraio al 28 giugno al museo storico della Fanteria di Roma apre al pubblico la mostra 'L'ultimo Matisse - Morfologie di carte'.
L'esposizione, prodotta da Navigare Srl, promossa dal Ministero della Difesa e a cura della storica dell'arte Vittoria Mainoldi, si concentra sulla produzione finale e più intensa di Matisse che, nonostante l'immobilità dovuta ad un tumore e l'età avanzata, visse un periodo di grande creatività sostituendo il pennello con le forbici e la tela con il dinamismo della carta creando i celebri papiers décupés, fogli di carta dipinti 'a guazzo', ritagliati e scomposti a creare opere originali e coloratissime.
"L'artista non abbandona mai l'arte ed il colore ma usa un diverso strumento, le forbici, per creare infiniti collage e opere anche complesse e impegnative, - ha spiegato Mainoldi alla presentazione per la stampa. - Qui è esposta la serie completa, 44 litografie a colori e disegni in bianco e nero tra i quali spiccano le opere più celebri come La Tristesse du Roi, La Gerbe, La Negresse e Bleu Nu".
La mostra è organizzata in 4 sezioni: la prima, Verve, è dedicata all'omonima rivista diretta dall'editore Tériade e documenta il sodalizio tra Matisse e l'editoria d'avanguardia.
La seconda sezione ospita i libri d'artista e illustrati con 24 disegni su carta velina dove l'artista esplora il volto umano.
Nella terza sezione, Jazz, sono esposte 20 tavole litografiche del libro Jazz (1947). I ritagli di carta colorati si associano a testi manoscritti a pennello in una forma di vitalità dell'arte e del colore contrapposta all'orrore della guerra.
L'ultima sezione è dedicata al disegno, che dalla linea continua si evolve fino ai grandi lavori a carboncino che vanno dagli anni Venti agli anni Cinquanta, inclusa le serie di nudi femminili degli anni Quaranta dove poche linee definiscono il corpo sfumando nell'astrazione.
Insieme a Matisse, dal 7 marzo al 7 giugno di questo anno, il museo della Fanteria di Roma ospiterà anche la mostra 'Caravaggio e i Maestri della Luce', dedicata a Michelangelo Merisi e alla diffusione europea della sua rivoluzione pittorica con l'uso della luce senza precedenti. Prodotta da Navigare e curata dallo storico dell'arte Alberto Bertuzzi e dal critico e storico dell'arte Francesco Gallo Mazzeo, il percorso propone una rilettura del cosiddetto 'caravaggismo' come linguaggio originale, moderno e autonomo attraverso il confronto tra artisti attivi a Roma e nel mondo. Il percorso si snoda con 23 dipinti a olio su tela di 22 artisti, prestiti da collezioni private. Le opere mostrano momenti di vita quotidiana, la religione in cui il sacro si fa profondamente umano, la luce come rivelazione, il dramma e il sangue così presenti nei quadri di Caravaggio. Infine i ritratti caravaggeschi come strumento di verità psicologica. Chiude il percorso il capolavoro 'L'incredulità di San Tommaso' (1600-1601), uno dei casi attribuitivi più complessi dell'intero operato caravaggesco.
(ANSA).


