(ANSA) - NAPOLI, 14 APR - I Segni dei tempi a Capodimonte: la donazione del dipinto di Carlo Maria Mariani (2019, olio su tela -cm,91,5xcm,91,5) al Museo e Real Bosco di Capodimonte da parte della Fondazione Carlo Maria Mariani (New York), sarà accompagnata da una mostra omaggio (16 aprile -14 luglio) dedicata all'artista definito "l'ultimo degli antichi e il primo dei contemporanei" a cura di Antonio Martino e Andrea Viliani (sala 6, I piano). "La mostra estiva di Capodimonte - dichiara il Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Eike Schmidt - raccolta nelle dimensioni ma densa di significato, celebra la generosissima donazione della tela, destinata all'istituzione napoletana dalla Carlo Maria Mariani and Carol Lane Mariani Foundation di New York e la iscrive entro un orizzonte di significato più ampio grazie alla presenza di altre sette opere dell'artista, accostate a una raffinata selezione di oggetti provenienti dalle collezioni del museo".
    In occasione dell'evento a Capodimonte il Direttore della Pinacoteca di Brera Angelo Crespi annuncia una mostra omaggio a Mariani che si svolgerà in autunno a Milano. La rassegna si terrà a Palazzo Citterio, dall'8 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027.
    La complessa e stratificata ricerca figurativa di Mariani, (Roma, 1931 - New York, 2021), lo colloca in una posizione autonoma nella storia dell'arte degli ultimi decenni, tra eredità classica e pensiero contemporaneo. I Segni dei Tempi è considerata l'opera cardine del maestro. Il percorso vuole proporsi come un armonico confronto fra storia e contemporaneità, passando per la Magna Grecia, il Rinascimento, il Grand Tour del XVIII-XIX secolo, fino alle avanguardie del XX secolo. Otto le opere selezionate, tutte provenienti da collezioni private. Iper/ri/cognizione 2 (1974), Orfeo (1979) ed Ercole che riposa (1976) rinviano alla statuaria classica e alle sue varianti nelle collezioni farnesiane, o alla pittura rinascimentale e alle sue derivazioni nella decorazione neoclassica. Composizione 5 e Dopo il bagno (1989) interrogano la genealogia del moderno in un incontro consapevole con Joseph Beuys e Marcel Duchamp. Un riferimento significativo affiora proprio nell'opera che dà il titolo alla mostra, con l'inserimento del Porte-bouteilles (1914) duchampiano. Gentil e Gaia (1974) sono testimonianza di una performance presso le Logge di Raffaello. Dalla collezione del museo: tre piatti della manifattura Giovine con fiori e frutti del 1818-19 e un bronzetto dell'Ercole Farnese. Nell'allestimento due rare edizioni dei volumi 'Marcel Duchamp, Le marchand du sel', Rumma Editore, 1969 (Archivio Marcello e Lia Rumma) e 'Joseph Beuys, Tracce in Italia', Amelio Editore, 1978 (Archivio Amelio Santamaria).
    A cinque anni dalla scomparsa del pittore, la mostra segna il ritorno simbolico dell'artista a Napoli, dove espose nel 1978 presso lo Studio Trisorio. (ANSA).