(ANSA) - TOKYO, 07 SET - L'Istituto Italiano di Cultura a Tokyo ospita dal 12 settembre al 22 ottobre 'Identità Oltre Confine', il progetto espositivo promosso dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in occasione del venticinquesimo anniversario della Collezione Farnesina.
    Dopo le tappe europee la mostra, curata da Benedetta Carpi De Resmini, varca per la prima volta i confini del continente e si confronta con la cultura giapponese, che ha esercitato una profonda influenza sull'immaginario e sulla ricerca di numerosi artisti italiani. Al centro del progetto c'è una riflessione sul significato dell'identità contemporanea, individuale e collettiva, in un mondo attraversato da crisi ecologiche, migrazioni, instabilità geopolitiche e profonde trasformazioni culturali.
    Il 'confine' evocato dal titolo non viene però inteso come separazione ma diventa luogo di passaggio e contaminazione, spazio nel quale culture, linguaggi e tradizioni differenti possono incontrarsi e produrre nuove prospettive. Ad aprire il percorso espositivo è 'Fibonacci' di Mario Merz, metafora di una conoscenza organica che cresce attraverso connessioni e ramificazioni. Da qui la mostra si sviluppa attraverso tre nuclei tematici - Radici di resistenza, Ecologie instabili e Geografie del distacco - chiamati a interpretare da diversi punti di vista alcune delle tensioni più significative del nostro tempo. 'Radici di resistenza' riunisce protagoniste dell'avanguardia femminile italiana come Carla Accardi, Ketty La Rocca, Maria Lai, Elisa Montessori, Tomaso Binga e Paola Gandolfi, mettendole in dialogo con Elena Bellantoni, Silvia Giambrone, Marinella Senatore e Loredana Di Lillo. Corpo e linguaggio diventano qui strumenti di emancipazione e sovversione. La sezione 'Geografie del distacco' si concentra sulla frattura, fisica ed emotiva, con le opere di Gea Casolaro e Agnese Purgatorio che costruiscono mappe di ferite urbane e sociali, e di Rä di Martino e Marta Roberti che indagano figure sospese tra umano e non umano. Attraverso i lavori di Letizia Battaglia, Silvia Camporesi, Martina della Valle, Iginio De Luca, Elena Mazzi e Laura Pugno, 'Ecologie instabili' racconta il paesaggio come organismo fragile, capace di rigenerarsi.
    A Tokyo il nucleo si arricchisce inoltre di un'opera di Mariagrazia Pontorno, dedicata alla vulnerabilità degli ecosistemi e all'imprevedibilità delle forze naturali. Il progetto, inoltre, cerca punti di contatto con la cultura nipponica, come i 'leporelli' di Elisa Montessori, che richiamano l'orihon, il tradizionale libro giapponese pieghevole. A questi si affiancano 'Atlas Italiae', fotografie di Silvia Camporesi dedicate ai luoghi abbandonati, dove memoria, silenzio e trasformazione diventano elementi del paesaggio. Sulla facciata dell'Istituto verranno installate sei poesie visive di Tomaso Binga, quattro delle quali inedite, scelte per la loro vicinanza formale all'essenzialità dell'haiku. (ANSA).