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Da oltre 20 anni si mimetizza all'interno di paesaggi, monumenti e scenari urbani. Grazie alla tecnica del body painting, il suo corpo diventa una tela vivente. È Liu Bolin, l'artista cinese celebre in tutto il mondo che, il 19 giugno dalle 16 alle 17.30, si esibirà al Parco archeologico di Selinunte con una performance aperta al pubblico in occasione di Gibellina capitale italiana dell'arte contemporanea. Bolin applicherà la tecnica del body painting anche tra gli scorci di Gibellina e della città nuova e delle rovine di Poggioreale. In questo caso non è prevista apertura al pubblico. Il lavoro di Bolin verrà immortalato negli scatti e nelle installazioni fotografiche del progetto "Macerie", al centro della mostra al museo d'arte contemporanea "Ludovico Corrao" di Gibellina, in programma a novembre.
La tecnica del body painting trasforma il corpo dell'artista in una prosecuzione delle superfici che lo circondano. Pietre, foglie, colori, ombre e dettagli architettonici vengono riprodotti sulla pelle fino a generare l'illusione perfetta. Liu Bolin nasce nel 1973 nella provincia nord-orientale dello Shandong.
La sua prima mostra risale al 1998 a Pechino, seguita da altre due rassegne circa dieci anni dopo, sempre della capitale cinese: Sculpture, all'Hotsun art space nel distretto 798 Art Zone (2007); Distortion, Hotsun art Space, Dashanzi art district (2007). Da allora le sue foto e le sculture tipiche della sua produzione sono state esposte al festival di fotografia contemporanea Les Rencontres d'Arles e nei musei internazionali.
La performance dell'artista cinese, fa sapere l'organizzazione, è uno degli appuntamenti previsti dal dossier "Portami il Futuro" di Gibellina, un progetto che si sviluppa attraverso iniziative legate all'arte e alla creatività contemporanea, dalla progettazione culturale alla rigenerazione urbana, al restauro e alla costruzione di una visione sul futuro che tenga conto della bellezza come valore condiviso e rigenerante.


