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(ANSA) - ANCONA, 04 FEB - Colori, suoni, maschere e profumi avvolgono le Marche nel periodo di Carnevale, trasformando borghi storici e piazze monumentali in grandi palcoscenici a cielo aperto. È un tempo sospeso, in cui la festa rompe la quotidianità e diventa racconto collettivo, occasione di incontro e strumento di valorizzazione dell'identità locale. Il Carnevale marchigiano unisce tradizioni secolari e creatività contemporanea, coinvolgendo grandi città e piccoli centri dell'entroterra in un calendario diffuso di eventi.
Sfilate, riti popolari, maschere simboliche e partecipazione attiva delle comunità restituiscono l'immagine di una regione viva, capace di custodire la propria storia e al tempo stesso di reinterpretarla. Non è solo spettacolo, ma un'esperienza culturale che invita a scoprire le Marche in un periodo dell'anno meno affollato, quando il territorio si mostra nella sua dimensione più autentica. Un viaggio che intreccia tradizione, socialità e gastronomia, una chiave privilegiata per conoscere la regione, tra borghi, piazze e comunità in festa.
Tra i Carnevali più antichi d'Italia spicca quello di Fano, documentato sin dal 1347, simbolo di una tradizione che nei secoli ha saputo rinnovarsi senza perdere la propria identità. A coordinare artisticamente l'evento, che anima la città per tre weekend - il primo evento c'è stato l'1 febbraio - è Dante Ferretti, tre volte Premio Oscar per la scenografia. A Offida, il Carnevale assume una dimensione ancora più intima e identitaria. Qui la festa non è una semplice sfilata ma un rito collettivo, scandito dalla spettacolare caccia de "lu Bov Fint", una corsa rituale carica di simbolismo e ironia.
L'atmosfera carnevalesca avvolge tutta la regione. Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno si trasforma in una grande sala da ballo all'aperto con il Gran Carnevale in piazza, dal 12 al 17 febbraio. Nel Fermano, Fermo e Porto San Giorgio ospitano "Baraonda", dall'1 al 21 febbraio, Carnevale che segue il calendario tradizionale e si sviluppa attraverso grandi cortei mascherati. Ad Ancona, la storica sfilata nel centro cittadino richiama ogni anno migliaia di partecipanti. Macerata anima il centro storico e i Giardini Diaz con carri allegorici, bande musicali, animazione e momenti dedicati ai bambini. Nel borgo medievale di Castignano, nel Piceno, la sfilata de "Li moccule" lanterne multicolori realizzate dagli artigiani locali che sfilano per le vie del paese per culminare in un gran falò.
Ma il Carnevale nelle Marche è anche un viaggio nel gusto. I dolci della tradizione rappresentano uno degli elementi più riconoscibili della festa e accompagnano sfilate, veglioni ed eventi di piazza. Preparati ancora oggi secondo ricette tramandate di generazione in generazione, raccontano una storia fatta di convivialità, stagionalità e memoria domestica. Dalle chiacchiere agli scroccafusi, dalla cicerchiata alle castagnole, alle zeppole di patate, arancini e limoncini, dai ravioli fritti di castagne del Piceno alle bombe di Carnevale, ogni dolce è espressione di un territorio e di una cultura rurale radicata nel profondo. (ANSA).


