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(ANSA) - PERUGIA, 23 SET - Dopo il successo dell'anteprima, con il professor Alessandro Barbero, che ha registrato il tutto esaurito, si è aperta ufficialmente a Gubbio la 12/a edizione del Festival del Medioevo, che proseguirà fino al 27 settembre.
Il Festival, come ha spiegato il direttore, Federico Fioravanti, vuole portare luce sui famosi "secoli bui" e si conferma un appuntamento identitario per la città. Un'edizione speciale, dedicata a Francesco Guccini, a cui nelle scorse edizioni era stata consegnata la tradizionale "Patente di matto" con il presidente del Maggio Eugubino.
Proprio oggi è arrivato un messaggio di sua moglie, Raffaella Zuccari, eugubina, che ha ricordato come per il Maestro Gubbio fosse casa. Il tema portante di quest'anno è "Il Tempo di Francesco - Homo homini lupus", declinato attraverso il lupo, animale simbolo della città. Un tema che risuona drammaticamente attuale: "Il tempo di Francesco è il nostro tempo, è il tempo in cui l'uomo è ancora lupo verso l'altro uomo", sottolinea Fioravanti in una nota del Festival.
La manifestazione, co-organizzata dal Comune di Gubbio, propone lezioni di storia tenute da docenti di diverse Università italiane e straniere, con quattro lezioni-spettacolo che vedranno alternarsi sul palco figure di spicco del panorama culturale italiano: Dario Fabbri sulla situazione geopolitica e i conflitti in atto; il professor Franco Cardini, che presenterà un volume di quasi 500 pagine sui Bestiari, con tre capitoli dedicati a Gubbio e al tema del lupo; Stefano Nazzi, che esplorerà le "storie nere del Medioevo"; il professor Matteo Saudino (Barbasophia), molto seguito dai giovani, che terrà una lezione su Hobbes, il filosofo che rese celebre l'espressione homo homini lupus.
L'anteprima di ieri sera ha visto il professor Alessandro Barbero protagonista di una lezione "entusiasmante, bella, ricca e profonda", come commentato dal sindaco di Gubbio, Vittorio Fiorucci. Barbero ha ricordato come l'esperienza di San Francesco segua di trent'anni quella di Pietro Valdo, distinguendosi per la permanenza all'interno della Chiesa Cattolica e per la fedeltà al Magistero papale. Un uomo del suo tempo che però parla anche all'uomo contemporaneo, con un messaggio a volte distorto o piegato alle esigenze della modernità: Francesco predica la povertà, ma non attacca i ricchi, promuove il dialogo interreligioso, ma predica il Vangelo al sultano, e il suo "ambientalismo" non è rispetto della natura in sé, ma come elemento creato da Dio al servizio dell'uomo. (ANSA).


