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SARSINA, 23 GIU - Riapre al pubblico il Museo archeologico nazionale di Sarsina (Forlì-Cesena), che sorge al di sopra dell'antica civitas romana di Sassina, nota per aver dato i natali verso il 254 a C. al celebre commediografo latino Tito Maccio Plauto. La riapertura dopo un importante intervento di rinnovamento che ha interessato sia la struttura sia l'allestimento museale. I lavori, dal costo complessivo di un milione e mezzo, hanno riguardato il miglioramento sismico dell'edificio, il rinnovo degli spazi espositivi, l'introduzione di nuovi percorsi accessibili e una nuova identità visiva, che si affiancano alla già esistente accessibilità fisica del museo.
Dopo una prima presentazione in anteprima della Sala di Rufus, avvenuta lo scorso agosto, e le aperture straordinarie degli ultimi mesi del 2025 - che hanno registrato circa 400 presenze tra eventi e visite guidate - il museo si presenta oggi completamente rinnovato e pronto ad accogliere nuovi pubblici. Al taglio del nastro, fra gli altri, il ministro della Cultura Alessandro Giuli. "La novità è che non si tratta di scoprire qualcosa di incredibilmente bello e nuovo nella sua antichità e lasciarlo lì o semplicemente coprirlo per salvaguardarlo dalle intemperie - ha sottolineato Giuli a margine dell'evento - Le istituzioni del Ministero della Cultura intendono valorizzare attraverso un progetto di fruizione per tutta la cittadinanza un luogo importantissimo, attraverso un progetto che sia al tempo stesso mostra, allestimento, ricerca, ma anche convivialità e condivisione. Ci sarà la possibilità di avvalersi di tecnologie multimediali. Ci sarà la possibilità di sedersi in una piccola arena e godersi delle visioni, parlare, condividere, analogicamente o in modo digitale, una grande scoperta. È un modo nuovo, bello, comunitario e molto romagnolo di fare cultura".
Il percorso museale è stato integrato con le più recenti scoperte archeologiche, tra cui l'imponente Capitolium e le testimonianze delle fasi successive della città fino al Medioevo. La nuova illuminazione valorizza in particolare la Sala di Rufus, dove il grande mausoleo - capolavoro dell'architettura funeraria realizzato in piena età augustea - è illuminato scenograficamente e rimane visibile anche dall'esterno nelle ore notturne. Il museo è uno dei più antichi tra quelli archeologici dell'Emilia-Romagna. Tutti i reperti esposti provengono da scavi e ritrovamenti. Offre un racconto che va dalla preistoria alla tarda antichità, mantenendo al centro la storia della Sarsina romana nel suo periodo di massimo splendore.


