(ANSA) - ROMA, 11 OTT - È uno dei più rari e affascinanti capolavori della pittura antica e tra le testimonianze più significative della tradizione dei ritratti del Fayum, punto d'incontro tra cultura egizia, greca e romana: è stato presentato al Cairo il restauro del Tondo dei due Fratelli, custodito al Museo Egizio del Cairo e tra le opere simbolo della mostra Il potere del ritratto. Egitto e Roma. I volti del Fayum, che sarà ospitata al Museo dell'Ara Pacis dal 5 novembre al 2 maggio 2027.
    Proveniente da Antinoopolis, nel Medio Egitto e datato alla metà del II secolo d.C., il Tondo si distingue per qualità artistica e rarità tipologica. È dipinto su tavola lignea con la tecnica dell'encausto che impiega pigmenti mescolati alla cera, e raffigura a mezzo busto due giovani, tradizionalmente identificati come fratelli. Alla forte somiglianza dei tratti si accompagna una precisa attenzione alle individualità: il pittore distingue le fisionomie, gli incarnati e l'abbigliamento, mentre le pennellate corpose, i tocchi di luce sugli occhi e le ombre che modellano i volti danno presenza alle figure.
    Alla conferenza stampa dedicata alla presentazione del restauro hanno preso partecipato il sovrintendente capitolino ai Beni Culturali Claudio Parisi Presicce, il presidente di MondoMostre Tomaso Radaelli, il segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità Hisham El-Leithy e del ministro del Turismo e delle Antichità Sherif Fathy Attiya, l'ambasciatore d'Italia al Cairo Agostino Palese, oltre ai restauratori che hanno lavorato sull'opera.
    "Il Tondo dei due fratelli è un oggetto eccezionale, non solo per la qualità e l'immediatezza della sua pittura, ma anche perché la sua forma, la tecnica e lo stato di conservazione forniscono preziose testimonianze per lo studio della ritrattistica nell'Egitto romano. Il suo restauro ha richiesto un intervento estremamente accurato a causa della fragilità sia del supporto in legno che della superficie dipinta. La collaborazione tra i restauratori del Museo Egizio e i loro colleghi italiani ha rappresentato un'importante opportunità di scambio scientifico e professionale", ha dichiarato Hisham El-Leithy. "Siamo orgogliosi di aver contribuito a restituire questa forza espressiva grazie a un intervento di restauro condotto sul posto in vista della mostra, che ci permette di tornare ad ammirare la bellezza di un capolavoro rappresentativo di un'arte che ha unito due grandi civiltà", ha sottolineato Claudio Parisi Presicce.
    Realizzato dalla cooperativa italiana Fabrica Conservazione e Restauro grazie al contributo del progetto espositivo, l'intervento ha migliorato la leggibilità e la stabilità dell'opera, mettendo in sicurezza le parti più fragili della superficie dipinta e recuperando dettagli dei volti e delle vesti. Il lavoro ha affrontato criticità legate al degrado del supporto ligneo, a precedenti interventi e alla fragilità della superficie dipinta. Un antico attacco di insetti xilofagi aveva scavato gallerie nel legno, causando perdite di materiale e lasciando, lungo i margini delle lacune, porzioni di pittura prive di sostegno. In alcuni punti anche una pressione minima avrebbe potuto provocarne la caduta.
    Al Museo dell'Ara Pacis il Tondo sarà esposto insieme a quasi cinquanta ritratti del Fayum, eccezionalmente riuniti grazie a un importante programma di prestiti internazionali. Attraverso oltre 110 opere, tra tavole dipinte, sudari, maschere funerarie, marmi, calchi in gesso e oreficerie antiche, la mostra racconterà il potere del ritratto nell'Egitto romano e nella Roma antica.
    L'esposizione, a cura di Claudio Parisi Presicce e Laura Petacco, è promossa da Roma Capitale, assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali, e organizzata dalla Sovrintendenza capitolina e dall'Rti MondoMostre - Civita Mostre e Musei, con Zètema Progetto Cultura. (ANSA).