PHOTO
(ANSA) - ROMA, 17 MAR - Il Colosseo è da secoli un monumento a metà, con il fronte meridionale - costruito su un terreno alluvionale più instabile - crollato già a partire dal periodo tra il VI e il VII secolo dopo Cristo. Da oggi questa parte dell'anfiteatro Flavio ha una nuova vita, con l'intervento di valorizzazione e riqualificazione degli ambulacri meridionali, realizzato dal Parco archeologico del Colosseo (che ha curato anche la direzione tecnica e scientifica) e su progettazione di Stefano Boeri Interiors.
In origine il settore, composto da pilastri e volte, raggiungeva i 50 metri di altezza, come per il versante nord.
Nei secoli, però, è progressivamente caduto. Ora, sul camminamento antico è stata posata una nuova pavimentazione in travertino delle cave di Tivoli. Dove c'erano le due file di pilastri che sostenevano le volte sono stati collocati degli elementi che rievocano la sequenza degli ambulacri, mentre tra i fornici LXIV e LXXI è stato scelto di lasciare a vista la fondazione, in un'area archeologica che racconta le modalità costruttive del monumento.
"Il senso" degli interventi, ha spiegato l'archistar Boeri, "è quello di ridare a tutti la possibilità di percepire qual era l'estensione vera del Colosseo sul lato sud e le sue proporzioni". Quanto alle critiche, "la polemica e il dibattito sono una cosa bellissima - risponde - perché se ci sono vuol dire che si è fatto un intervento importante e la città risponde in modo attivo" Il progetto e il cantiere, finanziati con i fondi di compensazione delle opere della Metro C e realizzati dal Parco durante la direzione di Alfonsina Russo con Federica Rinaldi come responsabile unica del procedimento e Barbara Nazzaro come direttrice dei lavori, si sono conclusi a febbraio. "Gli scavi archeologici hanno permesso di riportare alla luce un settore dimenticato da quindici secoli, consentendo di approfondire diversi aspetti della costruzione e del funzionamento del Colosseo", ha spiegato Alfonsina Russo, oggi capo dipartimento per la valorizzazione culturale. E l'odierno direttore del Parco, Simone Quilici, ha ricordato che "tutto il lavoro è reversibile", perché pensato "così da poter essere eventualmente rimosso senza danneggiare le strutture antiche". (ANSA).


