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(ANSA) - AREZZO, 11 FEB - La Minerva torna ad Arezzo grazie a una mostra in programma dal 15 febbraio al 6 settembre. La celebre statua bronzea, rinvenuta nella città toscana nel 1541, simbolo identitario di Arezzo, appartiene alla collezione del Museo archeologico di Firenze da cui arriva in prestito per l'esposizione "La Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata" che sarà inaugurata sabato 14 febbraio al Museo Archeologico nazionale Gaio Cilnio Mecenate alla presenza tra gli altri del ministro della Cultura Alessandro Giuli e del sindaco Alessandro Ghinelli.
L'inaugurazione, spiega una nota del Mic, "apre ufficialmente un più ampio percorso di valorizzazione e partecipazione culturale promosso dal ministero della Cultura, che trova nella mostra il primo appuntamento del progetto nazionale 'Semi di comunità - Piano Olivetti per la cultura'". L'inaugurazione sarà accompagnata dalla performance teatrale itinerante 'Minerva è qui. Quando una dea torna a casa'. La mostra e il progetto, si spiega ancora, "si caratterizzano per un vasto e articolato programma di iniziative, che affianca l'esposizione" con una serie di eventi e laboratori rivolti a scuole, cittadini, associazioni del territorio e professionisti del settore.
"L'obiettivo è rafforzare il legame tra patrimonio, territorio e comunità, restituendo alla Minerva il suo ruolo di catalizzatore di identità, locale e italiana. Con Semi di comunità, il Mic consolida un impegno strategico, assunto dal ministro Alessandro Giuli, volto a rafforzare il valore del patrimonio nazionale, promuovendo modelli innovativi di partecipazione, co-creazione e valorizzazione sostenibile e riaffermando, attraverso il Piano Olivetti, il ruolo della cultura come motore di sviluppo e coesione dei territori". Il progetto si inserisce inoltre nel solco di una collaborazione tra Arezzo e Firenze, già sperimentata un anno fa in occasione dell'esposizione ad Arezzo di un altro grande bronzo etrusco, la Chimera di Arezzo.
Riguardo alla mostra aretina, la Minerva - che gli studi più recenti riconducono a un originale ellenistico, databile ai primi decenni del III secolo a.C., forse prodotto in ambito italico o magnogreco - è collocata nella sezione romana del Museo e "viene raccontata attraverso una narrazione aggiornata e immersiva che ne ripercorre la scoperta, la fortuna collezionistica fiorentina e la complessa storia conservativa".
Il percorso espositivo consente di approfondire il contesto archeologico del ritrovamento, identificato nei resti della domus di San Lorenzo, una vasta e lussuosa residenza romana costruita tra la fine del I secolo a.C. e l'inizio del I secolo d.C., probabilmente appartenuta a un aristocratico aretino.
La mostra si accompagna a interventi di rinnovamento strutturale e museografico di alcune sale del Museo. (ANSA).


