PHOTO
(ANSA) - REGGIO EMILIA, 09 OTT - La trilogia fotografica a cui lo statunitense Gregory Crewdson (1962) ha lavorato nell'arco di un intero decennio è protagonista della nuova mostra ai Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia, promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani e in programma dal 10 ottobre al 17 gennaio. Curata da Jean-Charles Vergne e realizzata in collaborazione con Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo, l'esposizione riunisce le serie Cathedral of the Pines (2012-2014), An Eclipse of Moths (2018-2019) e la più recente Eveningside, offrendo una panoramica completa su quello che è considerato uno dei maestri della fotografia contemporanea. A completare l'esperienza espositiva sarà la proiezione del film 'Making Eveningside', per comprendere il dietro le quinte, la gestazione e la complessa macchina produttiva che precede ogni singolo scatto dell'autore. Tra quotidianità e sospensione, Crewdson trasforma scorci urbani in scenari enigmatici, dove figure solitarie abitano un tempo sospeso fra luce e ombra, e in cui la città si fa teatro di un'atmosfera gotica e cinematografica, tra realtà e immaginazione.
Nelle prime due serie l'artista esplora paesaggi boschivi, radure isolate ed estesi scenari post-industriali intrisi di solitudine e mistero, mentre la serie Eveningside segna uno scarto decisivo. In netto contrasto con le foreste infestate, solitarie e remote di Cathedral of the Pines e con i vasti e desolati spazi di An Eclipse of Moths, la produzione più recente sposta il baricentro dell'attenzione verso i confini sottili della vita quotidiana, concentrandosi sui luoghi di lavoro e sugli ambienti commerciali ordinari. Le opere di Eveningside ricreano un'atmosfera d'impronta gotica che richiama direttamente le suggestioni del cinema classico e del film noir, trasformando scorci ordinari in vere e proprie quinte drammatiche: ponti ferroviari, portoni d'ingresso, portici, la tettoia di uno sportello bancomat, una latteria, un mercato rionale o un negozio di ferramenta diventano i teatri di un'umanità immobile e riflessiva. L'opera di Crewdson si fonda su un costante dialogo con la storia della fotografia, della pittura e del cinema, strumenti che l'artista scompone e reinventa per strutturare le sue narrazioni visive. (ANSA).


