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(di Marzia Apice) (ANSA) - L'AQUILA, 24 GIU - L'arte sublime di Raffaello e Pontormo, ma anche l'omaggio a Umberto Eco nel decennale della morte, fino al dialogo tra i novecenteschi Virgilio Guidi e Tancredi Parmeggiani: sono alcune delle mostre della settimana.
L'AQUILA - Al Museo Nazionale d'Abruzzo la mostra "La Visitazione all'Aquila. Raffaello e Pontormo", a cura di Tom Henry e Federica Zalabra, allestita dal 26 giugno al 26 settembre. Il percorso, che celebra il ritorno all'Aquila dopo oltre quattro secoli della Visitazione di Raffaello, riunisce diversi dipinti, tra cui la Visitazione di Pontormo da Carmignano, disegni, stampe, modelli architettonici e documenti in una combinazione senza precedenti.
ROMA - A partire dal 23 giugno, nel decennale della morte di Umberto Eco, la Società Dante Alighieri e la Fondazione Umberto Eco, con la produzione di Arthemisia, realizzano "Umberto Eco e il nome delle cose. Segni, realtà e interpretazione", il progetto che ripercorre la biografia intellettuale di uno dei principali intellettuali della contemporaneità. Nell'ambito del progetto l'omonima mostra che presenta le tavole originali di Milo Manara, concesse dall'autore, ed elementi della scenografia firmata da Dante Ferretti per Il nome della rosa di Jean-Jacques Annaud, prestati dallo scultore Fabio Crisarà, insieme a testimonianze del Gruppo 63 e delle collaborazioni di Eco con Carmi, Baj e Pericoli. L'allestimento, pensato in chiave inclusiva, comprende il plastico della biblioteca-labirinto del Museo Tattile Omero di Ancona, oltre a una sezione multimediale con video e audio provenienti dall'Archivio storico della Presidenza della Repubblica, da Rai Teche e da RSI, Radiotelevisione svizzera. Preziosi e inediti materiali provenienti dall'Archivio dell'Istituto Luce come filmati, fotografie, documenti e l'esposizione di una decina di abiti realizzati tra gli anni Trenta e i Settanta compongono la mostra "Moda in luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale", in programma dal 26 giugno al 15 novembre negli spazi dei Musei Capitolini Centrale Montemartini. Nel percorso, grandi case di moda come Valentino e Fendi sono affiancate dalla presenza di case di moda più piccole, come le sartorie teatrali, le manifatture artigianali, la lunga tradizione del pronto-moda che affonda le sue radici nelle attività del Ghetto, e le piccole o grandi industrie tessili.
PALERMO - Il Museo Civico di Castelbuono presenta il progetto "Maxiprocesso", trenta opere della serie fotografica dell'artista Maria D. Rapicavoli dei faldoni del Maxiprocesso esposte al Palazzo di Giustizia di Palermo dal 26 giugno fino al 30 settembre. Il progetto, curato da Laura Barreca e Giovanna Fiume, e realizzato con il sostegno di Strategia Fotografia 2025, nasce per riaffermare il valore della memoria del Maxiprocesso: gli scatti di Rapicavoli dedicati ai faldoni mostrano l'immane lavoro dietro l'enormità di dati, verbali degli interrogatori dei collaboratori di giustizia, intercettazioni, documentazione relativa alle attività di Cosa Nostra, nell'istruttoria condotta dal pool antimafia coordinato da Giovanni Falcone. La mostra, dopo il Palazzo di Giustizia, approderà al Museo Civico di Castelbuono e poi viaggerà ancora altrove, con l'impegno del Museo che "non vada mai in deposito", così come la memoria non può essere riposta.
FOLIGNO - Oltre 70 opere rare che mettono a confronto i capolavori del lungo percorso creativo di Virgilio Guidi, privilegiando gli anni Venti e Trenta, con le opere più intense e radicali di Tancredi Parmeggiani, realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta: è la mostra allestita dal 28 giugno al 27 settembre al Ciac (Centro Italiano Arte Contemporanea) dal titolo "Guidi - Tancredi. Un nodo invisibile", a cura di Italo Tomassoni e Giovanni Granzotto. Il percorso, partendo dalle differenti idee di pittura e realtà dei due maestri, indaga il legame sotterraneo, quasi inconscio, che tuttavia li unisce nonostante la distanza stilistica e generazionale.
SIRMIONE (BS) - Si intitola "Frammenti" la personale dello scultore Francesco Paterlini (Brescia 1987) in programma fino al 4 ottobre al Museo Archeologico Nazionale di Sirmione. Curata da Flora Berizzi e Michele Tavola, la mostra presenta 10 lavori - sculture in pietra, in terracotta e installazioni - che innescano una riflessione sul tema del frammento, tutti simbolicamente privati del titolo, in dialogo con la collezione permanente. (ANSA).


