La coraggiosa parabola dei Macchiaioli accanto all'elegante magnificenza di Beato Angelico, fino ai contemporanei John Giorno e Anselm Kiefer: sono alcuni dei principali appuntamenti espositivi di questa settimana.
    MILANO - In occasione delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, a Palazzo Reale apre il 3 febbraio la grande retrospettiva "I Macchiaioli", a cura di Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca. La mostra, allestita fino al 14 giugno, offre l'opportunità di comprendere le ragioni e gli sviluppi del breve ma intenso movimento che rivoluzionò la pittura italiana dell'Ottocento. Nel percorso oltre 100 le opere esposte - tra gli autori Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Giovanni Fattori e altri - articolate in 9 sezioni. Sempre a Palazzo Reale nella Sala delle Cariatidi dal 7 febbraio al 27 settembre arriva "Le Alchimiste", la nuova imponente mostra di Anselm Kiefer, a cura di Gabriella Belli. Nata da un progetto avviato nel 2023, l'esposizione presenta oltre 40 grandi teleri, concepiti appositamente per dialogare con Milano, città in cui visse la sua giovinezza Caterina Sforza, scienziata e condottiera, autrice di un raro manoscritto con più di 400 ricette tra medicamenti e formule alchemiche. Nonostante Marras ospita dal 5 al 28 febbraio, in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, la mostra "Stefano Cigada. Le fratture del tempo" a cura di Francesca Alfano Miglietti. Nel percorso 40 fotografie in bianco e nero di grande formato di statue classiche ricostruiscono per il pubblico il legame tra tempo, movimento e resilienza, mettendo in dialogo l'immobilità della pietra con l'energia vitale dello sport.
    TORINO - Si inaugura il 6 febbraio ai Musei Reali di Torino la mostra dossier "Beato Angelico negli occhi di Bartholomäus Spranger. Giudizi Universali a confronto". Allestita fino al 3 maggio, la mostra propone al pubblico, per la prima volta, un confronto diretto tra l'invenzione iconografica, elaborata da Beato Angelico intorno al 1425-1428, per la rappresentazione del Giudizio Universale nella celebre tavola oggi conservata al Museo di San Marco e l'opera appartenente alle collezioni della Galleria Sabauda, eseguita dal pittore fiammingo Bartholomäus Spranger tra il 1570 e il 1571 per papa Pio V.
    BOLOGNA - Al MamBo - Museo d'Arte Moderna di Bologna dal 5 febbraio al 3 maggio la prima grande retrospettiva in Italia a John Giorno, poeta e performer dalla presenza scenica magnetica nonché uno dei protagonisti più radicali e visionari della cultura contemporanea. Dal titolo "John Giorno: The Performative Word", la mostra, a cura di Lorenzo Balbi, ripercorre la pratica multiforme di Giorno attraverso diversi nuclei di opere, documentando come l'artista abbia valorizzato il linguaggio poetico nelle sue dimensioni plastiche, relazionali e performative.
    SACILE (PD) - Palazzo Ragazzoni ospita dal 6 febbraio al 12 aprile la mostra "Alberto Biasi e il dinamismo nell'arte contemporanea", protagonista della neoavanguardia italiana e tra i fondatori del Gruppo N. Nel percorso, oltre alle opere di Biasi, figurano i lavori di alcuni tra i più influenti artisti dell'arte optical internazionale, come Victor Vasarely, Julio Le Parc, Horacio Garcia Rossi, Francisco Sobrino, Hugo De Marco, Gianni Colombo, Getulio Alviani e come Jorrit Tornquist, Umberto Mariani, Claudio Rotta Loria e Josef Albers.
    ROMA - "Antonio Scordia. Un omaggio", a cura di Giovanna Caterina de Feo, è in programma alla Mucciaccia Gallery dal 7 febbraio al 9 marzo: le 21 opere esposte, distribuite sui due piani della galleria, raccontano la parabola artistica di Antonio Scordia (1918-1988), figura centrale ma oggi poco conosciuta della pittura italiana del secondo Novecento. Fino al 2 maggio, all'Instituto Cervantes la mostra "Esteban Vicente. Il pittore della realtà" (1903 - 2001), a cura di Ana Doldán de Cáceres: il progetto si focalizza sull'importanza che la luce e il colore hanno avuto nella ricerca dell'artista e presenta 33 opere realizzate tra il 1950 e il 1997, concesse in prestito dal Museo d'Arte Contemporáneo Esteban Vicente di Segovia. (ANSA).