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(di Marzia Apice) (ANSA) - BOLOGNA, 04 MAR - C'è tantissima fotografia d'autore - da Berengo Gardin a Orkin e Leiter - nelle mostre che si potranno visitare da questa settimana, ma anche un assaggio di arte antica con i disegni di van Heemskerck dedicati a Roma.
BOLOGNA - Alla Galleria Modernissimo dal 5 marzo al 10 gennaio 2027 arriva la monografica "Viva Varda! Il cinema è donna" (a cura di Florence Tissot, con la direzione artistica di Rosalie Varda), dedicata ad Agnès Varda, prima regista donna insignita dell'Oscar alla carriera e vincitrice a Cannes, Venezia, Berlino e Locarno. Divisa in diverse sezioni, la mostra esplora la multiforme attività artistica di Varda (il cinema, ma anche la scrittura, la pittura e la fotografia) e il suo impegno femminista, attraverso film, foto, installazioni, cimeli e costumi. A Palazzo Pallavicini, dal 5 marzo al 19 luglio, è allestita "The illusion of time", antologica, la più ampia mai organizzata in Italia, dedicata a Ruth Orkin (1921-1985), fotoreporter, fotografa e regista statunitense. Curata da Anne Morin, la mostra attraverso 187 immagini, due macchine fotografiche e alcuni importanti documenti ripercorre la carriera dell'artista, da sempre appassionata non solo di fotografia ma anche di cinema, documentando la sua capacità di inventare un linguaggio che mediasse tra queste due arti sorelle, tra l'immagine fissa e l'illusione dell'immagine in movimento. Sempre a Palazzo Pallavicini in contemporanea un'altra mostra fotografica: si tratta di "Saul Leiter. Una finestra punteggiata di gocce di pioggia", a cura di Anne Morin, appuntamento che rende omaggio a uno dei più raffinati maestri della fotografia del XX secolo. Il percorso riunisce per l'occasione 126 scatti in bianco e nero (tra stampe vintage e moderne), 40 fotografie a colori, 42 dipinti, 5 riviste originali dell'epoca e un documento filmico, per raccontare il personalissimo stile dell'autore, affascinato non dall'immagine perfetta, a fuoco e ben tagliata, ma dall'imperfezione capace di creare composizioni dense e stratificate. L'allestimento è concepito anche come un'esperienza immersiva e partecipativa: la disposizione degli spazi, delle luci e dei punti di vista invita i visitatori a osservare e a fotografare come faceva lo stesso Leiter.
VENEZIA - Si intitola "Gianni Berengo Gardin. La Venezia del maestro del bianco e nero" la mostra ospitata e realizzata dalla Fondazione di Venezia in collaborazione con la Fondazione Le Stanze della Fotografia, a cura di Denis Curti. Allestita dal 27 febbraio al 30 giugno, l'esposizione riunisce, a 6 mesi dalla scomparsa del grande fotografo, 34 opere veneziane di Berengo Gardin, mai presentate finora.
ROMA - All'Istituto Centrale per la Grafica la mostra "Maarten van Heemskerck e il fascino di Roma: percorsi visivi della Città Eterna", a cura di Tatjana Bartsch, Rita Bernini e Giorgio Marini, con la collaborazione di Julia Cosima Hagge ed Eleonora Magli, in programma dal 3 marzo al 7 giugno. L'esposizione prende avvio dal racconto del soggiorno romano, tra il 1532 e il 1536, dell'artista olandese che, fondendo osservazione diretta, precisione topografica e invenzione creativa, costruì un vero e proprio archivio visivo della Città Eterna. Il percorso si articola in 140 opere tra disegni, stampe e matrici, affiancate da 20 fotografie antiche e 6 contemporanee, 2 video immersivi - con un montaggio di film anche d'epoca che raccontano il fascino di Roma - e una postazione multimediale. L'artista cinese Gulistan protagonista alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea con la mostra "Time Garden", a cura di Gabriele Simongini e allestita dal 7 marzo all'8 aprile. Portando a Roma l'intreccio di popoli, lingue, religioni della Via della Seta, Gulistan presenta al pubblico un corpus di 45 opere in cui le tempeste di sabbia di Dunhuang si intrecciano idealmente con la luce di Roma, il vuoto contemplativo dell'estetica orientale incontra il "non finito" occidentale.
CREMONA - Al Museo Diocesano di Cremona dal 7 marzo al 17 maggio la mostra "The Nature of Hope - Un tributo a Jane Goodall e alle donne che ha ispirato", un viaggio visivo che intreccia scienza, etica e il potere dello sguardo femminile curato da Laura Covelli, curatrice del Festival della Fotografia Etica. Fulcro del progetto è il lavoro di Michael "Nick" Nichols, leggenda del National Geographic e tra i più influenti fotografi naturalisti al mondo che ha seguito l'etologa Jane Goodall per decenni, documentando non solo le sue scoperte nel Gombe Stream National Park, ma anche i momenti di profonda intimità e connessione spirituale con gli scimpanzé. (ANSA).


