(ANSA) - ROMA, 22 OTT - "Sono felicissimo di essere tornato in questa città dove sono nato e dove ho tantissimi ricordi: da bambino facevo lunghe passeggiate da solo o con i miei genitori, mi guardavo attorno e vedevo queste bellissime opere dato che Roma è una città museo: poi come artista le guardi e dici: riuscirò mai ad avvicinarmi ai grandi del passato? E ti rispondi no, non ci arriverò mai". Sorride Lorenzo Quinn mentre racconta l'ultimo incontro con la città dove inaugura la sua prima mostra personale, 'Hi Human', dal 23 ottobre al 9 gennaio 2027 alla Teldil Art Gallery, nuova galleria nel centro di Roma inaugurata da una monografica dedicata a Igor Mitoraj e che intende portare in città grandi protagonisti dell'arte contemporanea internazionale. Proprio come Lorenzo Quinn, figlio della star premio Oscar Anthony Quinn e della sua moglie italiana Jolanda Addolori, che ha raggiunto da anni la fama internazionale consolidata dall'installazione veneziana delle grandi mani bianche che escono dall'acqua per 'sostenere' palazzo Morosini Sagredo.
    Alla capitale ("dove comunque sono sempre venuto negli anni visto che mia madre viveva qua e ha casa mio fratello", spiega) lo scultore ha voluto dedicare anche un'opera, 'Mater Roma', presentata ieri in anteprima al sindaco Roberto Gualtieri.
    L'opera rilegge il mito della fondazione della città eterna attraverso il tema universale dell'amore: due grandi mani bronzeee, elementi costitutivi dell'opera di Quinn, si sollevano a custodire un cuore di marmo bianco al cui interno la lupa capitolina veglia su Romolo e Remo. Il mito fondativo di Roma diventa così una riflessione sulla forza della cura. "Anche i grandi imperi nascono da un sussurro d'amore", premette lo scultore, romano di nascita, "battezzato a Santa Maria Maggiore", classe 1966. Con Mater Roma, che sarà seguita da altre due opere con tema la città, "desidero ricordare che la vera grandezza non si misura dagli imperi che costruiamo, ma dalle vite che proteggiamo, dai cuori che nutriamo e dall'amore che lasciamo dietro di noi".
    Nella mostra, curata da Marco Giammetta, le 34 opere riunite nella galleria fondata da Teldil Moreira convergono a veicolare "un messaggio di umanità e di amore: ci sono le mani (per alcune sculture ho preso a modello quelle di mia moglie Giovanna) e i cuori. Ma ci sono anche i corpi", come nell'inno all'amore di Love Levitates dove un uomo e una donna si librano in aria o in Parallel Universe dove un uomo è in procinto di inoltrarsi in uno spazio altro. "Stiamo vivendo un momento triste, difficile, ma io credo nel valore profondo dell'umanità, della relazione e del dialogo", dice l'artista: di qui il titolo della personale romana 'Hi Human - L'uno nell'altro' che si contrappone a un Hi Tech che spesso non rimane al servizio dell'uomo ma ne abusa l'ambiente. Ed ecco le mani di Quinn che entrano in connessione con l'universo e i suoi cuori come centro delle emozioni e delle relazioni. "Siamo qui da secoli che ci combattiamo gli uni contro gli altri - osserva - io cerco di spargere un messaggio di amore e unione. Anche perché nell'essere umano c'è il tema del tempo: l'artista vive più a lungo, si può dire che non ha un'età limite per fare questo lavoro, ma è importante cercare di vivere oggi".
    Forse anche per questo Lorenzo Quinn vuole spostare il baricentro verso l'Italia e annuncia a breve uno spazio lavorativo a Pietrasanta, punto di riferimento storico e artistico per la lavorazione del marmo, strettamente collegata alle cave delle vicine Alpi. "Questo piccolo centro ha una trentina di gallerie e un legame profondo con scultori come Igor Mitoraj: ma da lì sono passati nei secoli artisti eterni, da Michelangelo a Bernini. Lì avrò un laboratorio e realizzerò bronzi e sculture. Poi - confessa - sogno anche uno spazio a Roma, magari con una bella terrazza...". (ANSA).