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(di Ida Bini) (ANSA) - REGGIO EMILIA, 11 OTT - Borghi, argini e cascine della Bassa emiliana, dove il Po disegna il paesaggio e le strade corrono tra i campi e il fiume, custodiscono ancora oggi la memoria di Giovannino Guareschi, autore del 'Mondo Piccolo' e di personaggi iconici come Don Camillo e Peppone. È un territorio che sembra fatto apposta per essere attraversato lentamente e dove in queste settimane di autunno la nebbia restituisce quasi intatte le atmosfere raccontate dallo scrittore emiliano.
Il punto di partenza del viaggio nell'universo letterario di Guareschi è Brescello, in provincia di Reggio Emilia. Qui realtà, letteratura e cinema finiscono quasi per sovrapporsi: la piazza, il campanile e l'argine del Po sono luoghi simbolo dell'Italia del dopoguerra e scorci familiari anche a chi non vi è mai stato. Camminando per il borgo è facile ritrovare il piccolo mondo da lui descritto, immaginare il parroco e il sindaco muoversi in bicicletta tra il municipio e la chiesa di santa Maria Nascente, che conserva ancora nella cappella laterale sinistra il crocifisso 'parlante' dei film, quello scolpito come oggetto di scena da Bruno Avesani ed Emilio Bianchini. Altri manufatti cinematografici, come la moto di Peppone o l'abito e la bicicletta di Don Camillo, sono invece conservati con altri cimeli, manifesti e fotografie scattate durante le riprese nel 'Museo Brescello e Guareschi - il territorio e il cinema'.
La locomotiva che tante volte ci ha fatto entrare e uscire dal paese si trova nel parco intitolato a Guareschi, mentre una copia del carro armato che compare in 'Don Camillo e l'onorevole Peppone' è in piazza Mingori, vicino al museo, che custodisce la ricostruzione di un set. Nel borgo sono tante le curiosità cinematografiche, come la cappella della Madonnina del Borghetto e la campana fatta costruire da Peppone nell'episodio 'Don Camillo Monsignore... ma non troppo', oggi appesa sotto il porticato di via Giglioli.
Seguendo le strade della pianura si attraversano borghi come Poviglio, Guastalla, Luzzara, Novellara e Bagnolo in Piano, lungo un itinerario fatto di golene, argini e campanili, mentre Reggio Emilia aggiunge al percorso una dimensione più urbana.
Sull'altra riva del Po, in territorio Parmense, il viaggio prosegue a Colorno, dove la presenza monumentale della Reggia introduce un volto diverso della Bassa. Da qui si continua verso Sissa Trecasali e Sorbolo Mezzani, tra pievi, corti rurali e argini maestri, un territorio da percorrere senza fretta, seguendo più la geografia del fiume che quella delle grandi direttrici stradali.
Una tappa particolarmente significativa è Polesine Zibello, dove al richiamo letterario si aggiunge anche quello gastronomico del culatello; qui, inoltre, ha riaperto Palazzo Menta, luogo dedicato alla memoria degli antichi mestieri e legato allo stesso Guareschi che vi si recava per bere il caffè e raccogliere notizie. Il viaggio diventa così anche un incontro con la cronaca quotidiana del paese, dalla quale lo scrittore traeva materia per i suoi racconti.
Poco distante si raggiunge Fontanelle di Roccabianca, dove Giovannino Guareschi nacque nel 1908, uno dei luoghi che permettono di passare dal personaggio pubblico alla biografia personale dello scrittore e di comprendere quanto la pianura del Po sia stata importante nella costruzione del suo immaginario.
Un'altra tappa fondamentale è Roncole Verdi, frazione di Busseto, dove Guareschi si trasferì nel 1952, costruendo la propria casa ai margini del paese e dove riposa nel cimitero accanto alla chiesa di San Michele Arcangelo. Sempre a Roncole Verdi ha sede il Club dei Ventitré, associazione culturale che conserva e valorizza l'archivio di Guareschi con oltre 200mila tra documenti, edizioni e materiali originali. L'apertura al pubblico consente di avvicinarsi direttamente alla produzione e alla storia personale dello scrittore, completando idealmente il percorso iniziato tra le piazze e gli argini della Bassa.
Il filo conduttore resta comunque il Po che non è un semplice elemento geografico, ma una presenza che unisce le diverse tappe, che scandisce il paesaggio, che separa e nello stesso tempo collega le province di Parma e Reggio Emilia attraverso cascine, campanili, strade secondarie e campi coltivati. Il recente ritorno televisivo del film 'Giovannino Guareschi - Non muoio neanche se mi ammazzano' di Andrea Porporati con Giuseppe Zeno ha ulteriormente rafforzato questo legame che permette di seguire un itinerario turistico e culturale, un viaggio in un territorio nel quale letteratura, cinema, paesaggio e gastronomia continuano a intrecciarsi. (ANSA).


