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(ANSA) - MILANO, 08 OTT - Milano dedica una grande retrospettiva a Francis Picabia (1879-1953), una delle figure più originali e influenti dell'arte del XX secolo, forse poco conosciuta dal grande pubblico. Dal 9 ottobre al 24 gennaio Palazzo Reale presenta 'Picabia. Aprire le Porte della Notte', la più ampia mostra realizzata in Italia sull'artista francese, curata da Anne Berest Picabia, la pronipote.
Riunendo oltre 170 opere provenienti da prestigiosi musei europei e da importanti collezioni internazionali. la mostra ripercorre la vita di Picabia attraverso una lettura tematica della sua opera che ne mette in luce le profonde continuità.
L'esposizione non segue un ordine cronologico ma si presenta, spiega la pronipote e curatrice, "come una notte in bianco trascorsa in compagnia dell'artista, in cui ogni sala corrisponde a un'ora della notte e a un tema, dal crepuscolo all'alba". La mostra "offre così l'opportunità di riscoprire la figura di un artista profondamente innovatore, capace di attraversare le Avanguardie del Novecento, anticipando sensibilità e interrogativi che appartengono ancora al presente", spiega l'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.
Tra le opere che scandiscono il percorso della mostra, c'è 'Salicis' (1929), proveniente dal Centre Pompidou di Parigi, che introduce il tema della sovrapposizione e della metamorfosi delle immagini attraverso il riferimento al mito di Danae e alla pioggia d'oro. Dal Centre Pompidou arriva anche 'Femmes au bull-dog' (Donne con bulldog, 1940-41 circa), una delle opere più celebri dell'artista e tra le prime del ciclo dedicato all'amore, alle figure femminili e al desiderio.
'Mardi gras (Le Baiser)' (Martedì grasso. Il bacio, 1924-25 circa) appartiene invece al cosiddetto 'periodo dei Mostri' e restituisce la dimensione carnevalesca e provocatoria della pittura di Picabia. A chiudere il percorso è 'Sans titre' (Senza titolo), del 1898, della Collezione Roberta Cerini Baj: la prima opera nota dell'artista, che torna in mostra dopo essere stata esposta una sola volta, alla mostra di Torino del 1974. (ANSA).


