(ANSA) - BOLOGNA, 30 GEN - Oltre cinquanta opere di dodici artisti formatisi all'Accademia di Belle Arti di Venezia sono riunite nella mostra More Than This, in programma dal 31 gennaio al 6 aprile alla Pinacoteca Nazionale di Bologna: "un tempio della pittura antica che si apre alla pittura contemporanea e permette di fare un tuffo nelle sale della Pinacoteca per poi arrivare a questa mostra e capire quale può essere una delle eredità assorbite da questi artisti", ha spiegato il direttore Costantino D'Orazio.
    Il progetto, curato da Daniele Capra, è promosso da Fondazione Coppola in collaborazione con i Musei Nazionali di Bologna e l'Accademia di Belle Arti di Venezia. La mostra presenta dipinti su tela e su carta di Thomas Braida, Chiara Calore, Francesco Cima, Nebojša Despotović, Jingge Dong, Beatrice Gelmetti, Chiara Perucch, Paolo Pretolani, Adelisa Selimbašić, Danilo Stojanović, Aleksander Velišček e Maria Giovanna Zanella, accomunati dall'esperienza dell'Atelier F veneziano.
    More Than This propone una ricognizione critica di quella che si è affermata come una delle più rilevanti scuole pittoriche emerse recentemente in Italia, già al centro del progetto La Scuola di Venezia, ospitato nel 2025 da Fondazione Coppola. Il titolo allude al valore del lavoro individuale all'interno di una pratica collettiva, sottolineando la centralità del fare artistico come esercizio quotidiano fondato su disciplina, tempo e dedizione. Le ricerche esposte attraversano registri diversi, dalla figurazione emotiva a esiti surreali e metafisici, fino a forme di astrazione fluida.
    "Il percorso è costruito in forma dialogica accostando le opere in un continuo confronto visivo - ha spiegato il curatore - che fa emergere la grande complessità linguistica di una scuola che si misura per relazione e capacità collaborativa".
    L'allestimento riflette questa impostazione laboratoriale, accostando le opere per affinità e contrasti e trasformando la mostra in un dispositivo di relazione. Ne emerge un tessuto espositivo denso e stratificato, in cui la pluralità dei linguaggi si misura in una dimensione collettiva, capace di tenere insieme differenza, complessità e collaborazione. (ANSA).