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(ANSA) - ROMA, 08 GIU - ANTONI GAUDI' 'SCRITTI E PENSIERI', A CURA DI LUCA NANNIPIERI (ABSCONDITA, PP 176, 22 EURO) - L'inaugurazione solenne per il completamento della struttura principale della Sagrada Familia a Barcellona, la Torre di Gesù Cristo, avverrà in concomitanza con il centenario della morte dell'architetto catalano che concepì la chiesa, Antoni Gaudí, scomparso il 10 giugno del 1926 e in quel giorno è attesa anche la visita del Papa alla cattedrale. Di pari passo con questo evento arriva in libreria un libro che ricostruisce il pensiero del fondatore del modernismo catalano, "Scritti e pensieri di Gaudì", curato dallo storico dell'arte Luca Nannipieri, professore all'Accademia di Belle Arti dell'Aquila. "Gaudí lo sapeva bene: la bellezza, la maestà, senza condivisione, non valgono niente. La bellezza s'innalza, se c'è una compartecipazione a sentirla necessaria" scrive il curatore Nannipieri nella sua riflessione finale "Di fronte alla Sagrada Familia". Lo spirito, la verticalità, il sacrificio, il digiuno, la perseveranza, la condivisione con il popolo, ma anche una severa solitudine, hanno portato Antoni Gaudí (1852-1926) ad essere non solo il protagonista del movimento artistico e architettonico che ha cambiato il volto della città di Barcellona, ma anche una figura importante per il cattolicesimo e per la cultura tra Ottocento e Novecento: dopo la sua morte accidentale (fu investito da un tram) in migliaia presero parte alle esequie per rendergli l'estremo saluto. Capolavori come Casa Milà, Casa Battlò, Park Güell, Casa Vicens, Casa Calvet e soprattutto la sfida della grande chiesa della Sagrada Familia, costruita grazie a libere donazioni, vengono così decifrati dalle parole dell'artista che quando subentrò come progettista dell'opera nel 1883, all'età di 31 anni, la ridisegnò' completamente dedicandovi gli ultimi 15 anni della sua vita. La Sagrada Familia ma non solo: dagli scritti emerge una personalità poliedrica e le sue riflessioni spaziano dal suo quaderno di annotazioni, alle relazioni dei progetti per le piazze e i viali di Barcellona, agli epistolari, e poi le disamine storiche e religiose per seppellire i defunti nella cripta della Sagrada Familia, fino alle frasi rivolte agli allievi nei cantieri di lavoro. La parte iconografica finale, per scelta del curatore è composta da fotografie che sono state realizzate nel periodo che arriva alla morte dell'artista, dunque dal 1870 circa al 1926, anno della scomparsa. Il lettore è quindi portato a leggere le parole di Gaudì e a osservare le sue architetture come egli le ha viste in vita. "Le grandi chiese non sono mai state frutto del lavoro di una sola persona": l'architetto pronunciò queste parole riferendosi in particolare alla sua opera più maestosa e complessa, la Sagrada Família, appunto. Gaudí era pienamente consapevole che un monumento di tali proporzioni avrebbe richiesto generazioni per essere completato e che il suo ruolo era solo quello di dare inizio a un cammino collettivo. Ad oggi, con il completamento delle sei torri centrali, l'opera strutturale esterna principale è conclusa, anche se alcuni dettagli decorativi, la facciata principale e la Cappella dell'Assunzione richiederanno ancora alcuni anni di lavori. (ANSA).


