A Pisa si svela l'opera di Edward Hopper. Da domani al 7 marzo Palazzo Blu ospita 'Edward Hopper: New York e oltre', esposizione curata da Barbara Haskell e Caroline Webb, rispettivamente curatrice e assistente curatrice al Whitney Museum of American Art, che offre una visione ampia dell'intera carriera di uno tra i più importanti artisti americani del Novecento, che ha profondamente influenzato il modo di rappresentare la modernità, la città e l'esperienza dell'uomo contemporaneo. Il progetto espositivo riunisce oltre 150 opere tra dipinti a olio, disegni, acquerelli, acqueforti di Edward Hopper e di alcuni dei suoi più significativi contemporanei, provenienti dalle collezioni del Whitney Museum of American Art di New York, insieme a una selezione di materiali d'archivio legati alla vita e alla carriera dell'artista. L'esposizione - organizzata dal Whitney Museum of American Art in collaborazione con Fondazione Palazzo Blu e MondoMostre e con il contributo di Fondazione Pisa - racconta la carriera di Hopper attraverso i luoghi che hanno segnato la sua formazione e il suo immaginario: New York, Parigi e il New England. Una geografia, reale e mentale, attraverso la quale l'artista costruisce una delle visioni più riconoscibili del Novecento americano, fatta di architetture, paesaggi e figure apparentemente immobili, di luci nette e spazi sospesi, di silenzi e tensioni che restituiscono la complessità della vita moderna. Palazzo Blu, accanto alle opere di Hopper, propone un confronto con alcuni tra i più significativi artisti americani suoi contemporanei, mettendo in relazione linguaggi, temi e differenti modi di guardare alla trasformazione della società americana. La mostra presenta così opere di Robert Henri, John Sloan, Guy Pène du Bois, George Bellows, Everett Shinn, Charles Burchfield, Charles Sheeler, George C. Ault, Reginald Marsh e Paul Strand, consentendo di collocare la ricerca di Hopper nel più ampio panorama dell'arte americana del primo Novecento. "Hopper - ha spiegato Haskel - è così profondamente legato alla storia e all'identità del Whitney Museum che per noi è particolarmente significativo poter ammirare le sue opere da una nuova prospettiva qui a Pisa e condividerle con i numerosi visitatori che avranno modo di ammirarle. Mi auguro che la mostra contribuisca a un apprezzamento più profondo della sua opera e abbia un impatto positivo e duraturo". Per Cosimo Braciu Torsi, presidente di Palazzo Blu, l'esposizione "offre l'occasione di conoscere un artista che ha saputo dare forma alle trasformazioni e alle inquietudini della società americana: le sue città, le figure solitarie e i paesaggi raccontano un mondo che, ancora oggi, ci interroga e ci coinvolge".