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(ANSA) - PERUGIA, 06 APR - In molti, per queste vacanze pasquali, hanno scelto l'Umbria e Perugia, dove sta ottenendo un grande successo la mostra "Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell'Umbria del Trecento", in corso alla Galleria Nazionale fino al prossimo 14 giugno.
"Grazie alla mostra 'Giotto e san Francesco' - ha spiegato oggi all'ANSA il direttore dei Musei Nazionali di Perugia-Direzione regionale Musei nazionali Umbria, Costantino D'Orazio - abbiamo chiuso il mese di marzo registrando un aumento del 34% dei visitatori rispetto all'anno scorso. Questo significa che c'era grande attesa e che il pubblico è subito accorso a visitarla, come dimostrano gli eccezionali numeri di queste festività di Pasqua che il ministero della Cultura diffonderà nelle prossime ore".
Per D'Orazio, "la mostra conferma che è possibile coniugare la ricerca storico-artistica e l'emozione in un percorso che parla al grande pubblico e soddisfa gli studiosi".
La rassegna espositiva, con la quale si celebra anche l'ottavo centenario della morte di san Francesco d'Assisi, è curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi e racconta una felice congiuntura nella storia della cultura che ha avuto per teatro l'Umbria tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento.
La mostra si sofferma sul momento epocale in cui il carisma di Francesco incontra il genio di Giotto per dare vita a una rivoluzione che segna la nascita dell'arte moderna; nell'ultima parte del 13/o secolo, infatti, si assiste al passaggio da un linguaggio forbito e stilizzato, in debito con la tradizione bizantina, della cosiddetta "maniera greca", alla rivoluzione figurativa promossa dal maestro fiorentino, capace di imbrigliare e restituire la realtà e i suoi affetti con una coerenza e una credibilità fino ad allora del tutto inedite. Protagonista principale, ma non assoluto, di questo trapasso è proprio Giotto di Bondone che, intorno al 1290, irrompe nel cantiere della chiesa superiore della Basilica di San Francesco ad Assisi, dove papa Niccolò IV aveva dato inizio a una stagione di fervore decorativo senza precedenti.
La rassegna, a cui è stata anche conferita la medaglia del Presidente della Repubblica, racconta anche l'arrivo ad Assisi di altre due presenze clamorose, sul calare del secondo decennio del Trecento: Simone Martini e Pietro Lorenzetti, che dalla loro Siena portano l'eleganza più rarefatta e la passione più travolgente. Al pari di Giotto, sono loro gli attori principali della mostra, con opere eseguite negli anni in cui furono attivi nella Basilica di San Francesco, come la Madonna col Bambino dell'Opera del Duomo di Orvieto, paradigma della raffinatezza senza pari di Simone Martini, o la Madonna di Monticchiello di Pietro Lorenzetti, dalla Pinacoteca di Pienza.
Il percorso espositivo, suddiviso in otto sezioni, ripercorre tutta questa straordinaria stagione, attraverso oltre 60 opere, realizzate dai tre artisti, proprio negli anni in cui furono attivi sui ponteggi della Basilica francescana, in dialogo con quelle coeve dei maestri del territorio, capaci di reagire prontamente, con originalità, al loro esempio.
(ANSA).


