Nuovi pannelli informativi, un pacchetto di contenuti digitali e, infine, una ricostruzione 3d: sono gli strumenti messi in campo dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Comune di Pordenone - Museo del Friuli Occidentale di Torre di Pordenone e con Eupolis Studio Associato, per valorizzare la Villa romana di Torre di Pordenone e rendere più agevole la visita anche in vista di Pordenone capitale della cultura 2027.
    Il nuovo pannello esterno, collocato in corrispondenza dell'ingresso del parco, presenta una panoramica generale dei diversi nuclei della villa romana e del contesto archeologico di Torre, con un focus sull'evoluzione del paesaggio e dell'idrografia del territorio. Il pannello interno propone invece un approfondimento dedicato al settore meglio conosciuto della villa romana, che si estende su un'area di circa 1000 metri quadri: la zona dell'ipocausto, impianto risalente alla fase più antica del complesso, databile tra I sec. a.C. e I-II sec. d.C. Si tratta di un sistema che consentiva di riscaldare gli ambienti mediante l'immissione di aria calda al di sotto del piano pavimentale, sopraelevato su una serie di pilastrini (suspensurae).
    I pannelli - spiega la Soprintendenza - presentano testi aggiornati e un rinnovato apparato iconografico; riportata anche una sintesi dei contenuti in inglese, mentre tramite QR Code sono accessibili le traduzioni integrali in inglese e tedesco.
    Un secondo QR Code su ciascun pannello consente di accedere ai contenuti multimediali pubblicati in una sezione dedicata del sito web del Museo Archeologico del Friuli Occidentale, che fungerà da landing page dedicata agli approfondimenti sulla Villa romana di Torre e ai reperti provenienti dal sito e conservati nel Museo. Attraverso il QR Code presente sul pannello interno sarà inoltre possibile visualizzare una ricostruzione tridimensionale della villa romana - conclude la Soprintendenza - realizzata dai ragazzi della Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone, nell'ambito di un accordo di collaborazione per l'inclusione e la valorizzazione partecipata.