(ANSA) - ROMA, 14 FEB - Venti artisti - dieci italiani e dieci americani - omaggiano la doppia anima di Hendrik Christian Andersen, scultore scomparso a Roma nel 1940 in una mostra collettiva che la Casa Museo a lui dedicata ospita dal 16 febbraio al 19 aprile. L'esposizione 'Una visione internazionale - Libri d'artista - Omaggio a Hendrik Christian Andersen', coordinata da Maria Giuseppina Di Monte, è curata da John David O'Brien per la sezione dedicata agli artisti americani e da Stefania Severi per quella degli artisti italiani, in collaborazione con Veronica Brancati (Casa Museo H. C.
    Andersen). La mostra nasce dalla riflessione di venti artisti - dieci americani dell'area di Los Angeles e dieci italiani, prevalentemente attivi nell'area romana - sull'opera e sulla figura dello scultore norvegese. Da queste riflessioni hanno preso forma venti libri d'artista, tutti differenti per materiali e tecniche, ma accomunati dall'ispirazione al lavoro di Andersen, punto di partenza per un viaggio creativo che attinge alla sua biografia, ai suoi interessi e alla sua visione artistica. La mostra riflette sulle due anime di Hendrik Christian Andersen, quella americana e quella italiana, e attraverso le opere degli artisti mette in relazione questi due aspetti della sua identità in un confronto intenso e illuminante. Il progetto si inserisce in un dialogo armonico con il patrimonio e con le tematiche che caratterizzano la Casa Museo Hendrik Christian Andersen. Andersen, nato a Bergen in Norvegia nel 1872, è uno dei numerosi artisti stranieri che, profondamente affascinati da Roma, decisero di stabilirvisi a partire dal 1899. Nella capitale fece costruire Villa Helene, dal nome della madre, oggi sede del museo: al piano terreno si trova il suo studio di scultore, oggi spazio espositivo delle sue opere. Dedicò gran parte della propria vita alla realizzazione del progetto utopico del Centro Mondiale della Comunicazione. Per promuoverlo pubblicò un volume di grande pregio, ricco di mappe, disegni e testi esplicativi, dal titolo 'Creation of a World Centre of Communication'. Sebbene il progetto non sia mai stato realizzato, disegni, planimetrie e un ampio corredo iconografico sono conservati nell'archivio storico del museo e in parte visibili nel percorso espositivo permanente. (ANSA).