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(di Mauretta Capuano) (ANSA) - ROMA, 28 APR - Un nastro fotografico ininterrotto che restituisce l'aspetto cultural mondano, i rituali pubblici della votazioni dove scorrono come in un film le immagini di Benedetta Barzini che parla con Pier Paolo Pasolini, di Claudia Cardinale, Alberto Moravia, Elsa Morante, di Ennio Flaiano, primo vincitore nel 1947. Al centro un contenitore-stanza in cui viene creata, in quattro diorama, la dimensione intima del Salotto di Maria Bellonci che lei amava definire "una casa foderata di libri".
L'ottantesimo anniversario del più ambito premio letterario italiano, viene o raccontato nella mostra 'Uno, cinque dodici.
Ottant'anni del Premio Strega', a cura di Maria Luisa Frisa e Mario Lupano, che si inaugura il 29 aprile al Macro di Roma, promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo.
Allestita in una stanza, con progetto dello studio di architettura Supervoid insieme alla grafica dello studio Caneva-Nishimoto, l'esposizione mette in scena diversi piani di lettura della lunga storia del Premio Strega e presenta la "biblioteca ideale" composta dagli oltre mille volumi selezionati dal 1947 a oggi.
Il contenitore è foderato con tutti i libri che hanno vinto il Premio Strega e sotto si trovano i dorsi degli altri quattro titoli della cinquina di ogni edizione. Girandoci intorno si incontrano dunque 'La bella estate' di Cesare Pavese premiato nel 1950, 'Lettere da Capri' di Mario Soldati, vincitore nel 1954, 'L'isola di Arturo' di Elsa Morante, prima scrittrice a vincere lo Strega nel 1957, fino a 'L'anniversario' di Andrea Bajani, vincitore nel 2025.
Ad accompagnare il percorso un volumetto con le didascalie delle foto che corrono sul perimetro della stanza e brevi testi sui fatti salienti di ogni anno, una sorta di libro tascabile da conservare che è parte integrante della mostra. Nel primo diorama ci si affaccia sullo studiolo di Maria Bellonci con la sua macchina per scrivere, la poltroncina, alle pareti suoi ritratti e foto tra cui quello di Arturo Dazzi, dipinti che ritraggono i suoi antenati conservati alla Fondazione Bellonci a via Fratelli Ruspoli a Roma e i suoi libri in tutte le edizioni e traduzioni.
"Dedicarsi all'organizzazione del Premio Strega non era cosa da poco in quegli anni per una donna che si muoveva in un mondo di uomini" dice Maria Luisa Frisa. Ci sono le prime edizioni con la giuria degli Amici della domenica che all'inizio erano un numero abbastanza ristretto di 180-190 che si radunavano prima in Viale Liegi e poi nella nuova sede che è anche quella attuale della Fondazione. Un'atmosfera ben restituita dai collage surrealisti e giocosi di Leda Mastrocinque che ritrae le dinamiche amicali e la società letteraria a volte in una forma anche un po' più cruda che caratterizza il premio come luogo di dinamiche di potere. La stessa Bellonci diceva 'ho inventato una cosa che è diventata una polveriera'"racconta Frisa.
Si può vedere anche l'urna di cartone decorata di Mino Maccari e un vassoio in cui Leda Mastrocinque ha posizionato come una manciata di petali di fiori le firme ritagliate in striscioline degli Amici della Domenica. Una finestra è dedicata anche a Goffredo Bellonci che "intuisce il talento di Maria, si innamora di lei, si sposano e contribuisce alla nascita del premio", sottolinea Frisa, del quale è esposta l'edizione del suo unico libro 'Pagine e idee'.
Viene ricordato anche Guido Alberti, produttore del Liquore Strega, che "era un attore famoso e partecipava all'atmosfera degli Amici della Domenica con un tono decisamente mondano. È sua l'idea nel '48 di indire un concorso fra artisti romani per la realizzazione di un'immagine che potesse diventare il manifesto del Premio Strega. Non sappiamo se sia mai stato realizzato, ma i quadri e le pitture furono poi collocate per molto tempo all'interno del Caffè Strega a Via Veneto e attualmente sono conservati a Benevento" racconta Lupano.
Interessanti anche i ritagli di giornali conservati dalla Bellonci tra cui uno del 1967, l'anno in cui vinse Anna Maria Ortese che temeva la folla e la cerimonia a cui è dedicato il titolo 'La vincitrice del Premio Strega era nascosta spaurita in un bar' e i tabelloni con dati curiosi e statistiche. (ANSA).


