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(ANSA) - BUSCEMI, 19 MAG - Tre giornate dedicate all'arte in tutte le sue espressioni. Nel Siracusano torna il festival "Paesaggi immateriali", sezione teatrale del festival iArt Buscemi, che prevede un'esperienza immersiva che attraversa linguaggi e spazi. Dal 22 al 24 maggio, con la direzione artistica di Lucenzo Tambuzzo, la rappresentazione sarà affidata al teatro Potlach e alla regia di Pino Di Buduo per una manifestazione che intreccia musica, danza, installazioni digitali, trasformazione urbana, video mapping e recitazione.
Per tre serate il centro storico medievale diventerà palcoscenico diffuso.
"Paesaggi immateriali trasformerà la Buscemi medievale in uno spettacolo immersivo, in un racconto artistico contemporaneo dell'identità del territorio e delle sue tradizioni orali, attraverso performance multidisciplinari- dice Tambuzzo - la comunità locale è la vera protagonista della grande rappresentazione collettiva, in cui arte e vita si mescolano in nuove forme, trasformando strade, piazze, chiese e luoghi dell'Ecomuseo".
L'appuntamento è sostenuto dai fondi del Pnrr e, spiega il sindaco Michele Carbè, "è un'esperienza culturale che ridefinisce il rapporto tra luogo e persone". "La comunità e i luoghi stessi - aggiunge - si fanno teatro in rappresentazioni che lasceranno letteralmente a bocca aperta. Ma la vera emozione di questa edizione è il ritorno alla storia, dopo un anno di ricerche appassionate, per la prima volta rievochiamo la Corte dei Requisenz. I signori rinascimentali di Buscemi torneranno in vita con gli abiti dell'epoca, in uno spettacolo di grande suggestione".
Per l'occasione verrà inaugurato l'Ecomuseo "I luoghi del lavoro contadino e dei mestieri", per salvaguardare la memoria storica e antropologica di un territorio segnato dalla civiltà agropastorale e che sarà inaugurato sabato mattina Il progetto ha previsto il restauro digitale del materiale audiovisivo storico anche con l'utilizzo di intelligenza artificiale. "Siamo il primo esempio di Ecomuseo in Sicilia con questo approccio e la digitalizzazione offre un linguaggio più coinvolgente", conclude Rosario Acquaviva, fondatore e direttore scientifico dell'Ecomuseo. (ANSA).


