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(ANSA) - NAPOLI, 10 FEB - Sabaudo e non borbonico, torna dopo sedici mesi nella sua sala il trono del Palazzo Reale di Napoli, restaurato e con un nuovo certificato di nascita 'slittato' di 30 anni.
A dargli il bentornato nel suo splendore sono stati la Direttrice delegata Tiziana D'Angelo e il vicedirettore delle Gallerie d'Italia di Napoli Antonio Denunzio in rappresentanza di Intesa Sanpaolo. Il restauro del trono rientra infatti nella XX edizione del progetto Restituzioni, promosso in collaborazione con il Ministero della Cultura. La direttrice dei Laboratori del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale Michela Michela Cardinali, ha illustrato le fasi del restauro del trono e la referente scientifica del progetto per Palazzo Reale e Paola Ricciardi ne ha tracciato il percorso.
I lavori, durati 7 mesi, sono stati condotti, dopo un'ispezione realizzata con tecnologie avanzate grazie a scienziati del CNR, dai restauratori del CCR La Venaria Reale che hanno applicato il protocollo di analisi e di intervento già adottato sul trono del Palazzo del Quirinale. Nel corso di questi mesi, sono stati avviati studi e ricerche dai funzionari storici dell'arte di Palazzo Reale che hanno rivelato una datazione diversa da quella nota fino ad ora: il trono, catalogato come di fattura borbonica e risalente al 1845-50, fu in realtà commissionato dai Savoia e liquidato nel 1874. Subito dopo il restauro, nel mese di maggio dello scorso anno, il trono è stato esposto alla Reggia di Venaria di Torino per la preview della mostra Restituzioni che si è svolta a Roma al Palazzo delle Esposizioni, dal 28 ottobre 2025 al 18 gennaio 2026.
Effettuati anche restauri al tappeto, alle fasce laterali che ricoprono la pedana e alle mantovane delle tende della sala oltre ad un accurato 'spolvero' del baldacchino. Per Massimo Osanna, direttore generale musei del Ministero della Cultura, "questa esperienza conferma come i musei siano oggi luoghi attivi di produzione di conoscenza, in cui studio, conservazione e valorizzazione procedono insieme, e mette in evidenza il valore di collaborazioni virtuose, sia all'interno del Sistema Museale Nazionale sia nel dialogo tra pubblico e privato". Per la direttrice D'Angelo si è trattato di "un importante lavoro di squadra completato dagli studi dei nostri storici dell'arte e archivisti, che hanno ricondotto la commissione e realizzazione del trono all'età sabauda, facendo nuova luce su una delle opere più rappresentative della Reggia".
Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo sottolinea: "Il modo con cui ci siamo presi cura del prezioso manufatto di Palazzo Reale dimostra chiaramente lo spirito di Restituzioni, il programma che da oltre trentasei anni ci vede al fianco delle istituzioni pubbliche nella difesa e valorizzazione del patrimonio culturale italiano". (ANSA).


