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(ANSA) - MONTICELLO D'ALBA, 20 MAR - In Piemonte, nel cuore delle colline di Langhe, Roero e Monferrato, patrimonio Unesco, la Pasqua è una festa collettiva, fatta di canti, di Via Crucis con oltre 150 figuranti, di suoni di conchiglie marine e di mercati con le eccellenze del territorio, dove spiritualità, mondo agricolo e memoria popolare si intrecciano in un rito condiviso. Si parte il 21 marzo a Monticello d'Alba, nel Roero, con il Canté j'Euv, antica questua primaverile che affonda le sue radici nella civiltà contadina. Gruppi di cantori percorrono cascine e centri storici intonando canti augurali e ricevendo in dono uova, simbolo universale di rinascita e fertilità. La tradizione si ripete il 28 marzo a Montaldo Roero. Durante la Pasqua, quando secondo la liturgia le campane si fermano, sempre nel Roero il suono delle conchiglie marine richiama i fedeli. E' uno dei riti più suggestivi del territorio con il timbro profondo e solenne che sostituisce il rintocco delle campane tra il giovedì e il sabato Santo, attraversando le colline con un'eco arcaica. È un gesto antico, carico di simbolismo, che unisce sacro e natura e restituisce un'atmosfera di raccoglimento e attesa. Sabato 4 aprile l'appuntamento è alle 12 in diversi comuni del territorio. Nel Monferrato il borgo di Antignano mette in scena dal 1989 una Via Crucis spettacolare con oltre 150 figuranti e scenografie che trasformano le vie del centro in un grande teatro a cielo aperto. L'appuntamento è tradizionalmente il Venerdì Santo, alle 21, in una rappresentazione storico-religiosa di forte intensità scenica.
Dopo il tempo del raccoglimento, arriva quello della convivialità: lunedì 6 aprile Bra, nel Roero, celebra la tradizionale Pasquetta con la storica fiera cittadina, tra le più amate e attese dalla comunità locale. Il 6 aprile torna anche la Fiera zootecnica con i mercati delle eccellenze, in collaborazione con Campagna Amica e Slow Food, i Tre Lilu in concerto e tante iniziative per le famiglie. Protagonista indiscussa è la salsiccia di Bra, eccellenza gastronomica simbolo di un saper fare artigianale che racconta queste colline. C'è un'altra prelibatezza della tradizione contadina, che si degusta prima di Pasqua: è il 'Fuaset' che torna ogni anno in Quaresima tra le panetterie della frazione Bandito di Bra e di Sanfrè. E' un panino dolce profumato di burro e limone, dalla caratteristica forma a cinque punte. Nato a fine Settecento riutilizzando la pasta del pane 'avanzata', divenne il dolce sobrio dei giorni di penitenza, arricchito con pochi ingredienti essenziali e una ricetta tramandata con cura.
Infine, la seconda domenica dopo Pasqua a Belvedere Langhe si rinnova uno dei riti più identitari dell'Alta Langa: la festa dei Micùn, la benedizione dei grandi pani. Nell'Oratorio di san Sebastiano, sede della Confraternita dei 'Battuti Bianchi', la celebrazione culmina nel pomeriggio con la processione per le vie del paese della statua lignea di san Sebastiano, portata dai confratelli, e con la successiva benedizione e distribuzione dei pani ai membri della compagnia. Da sempre i contadini conservano un pezzo di micùn, a cui si attribuivano virtù protettive e curative, e lo usano durante l'anno nei momenti ritenuti di bisogno, come gesto di fede e buon auspicio. (ANSA).


