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Il turismo si dimostra resiliente almeno per il momento all'incertezza derivante dalla crisi geopolitica internazionale e il trend delle prenotazioni per l'estate resta positivo, come emerge dall'ultima indagine, rivolta a 2.500 imprese ricettive, svolta da Isnart per Unioncamere nell'ambito dell'Osservatorio sull'Economia del Turismo delle Camere di commercio. Un'impresa su 4 (24,5%), infatti, registra un aumento delle prenotazioni, mentre il 45% degli operatori vede una sostanziale tenuta rispetto all'estate 2025. Le tensioni internazionali stanno, nei fatti, ridisegnando i flussi turistici globali, favorendo quelle destinazioni, come l'Italia, che continuano ad essere percepite come sicure e facilmente accessibili.
Per luglio e agosto le previsioni Isnart stimano 171,8 milioni di presenze turistiche complessive, di cui oltre 89 milioni riconducibili alla componente non residente (pari al 52,0% del totale), confermando il ruolo centrale della domanda internazionale nella stagione estiva italiana. In questo scenario, rispetto allo stesso periodo del 2025, si avrebbe una crescita media del +4,6%, sostenuta soprattutto dalla componente estera (+8,3%), mentre la domanda italiana si manterrebbe su livelli sostanzialmente stabili. A supporto del quadro previsivo, il mercato ricettivo alternativo registra già 9,6 milioni di prenotazioni acquisite per il core estivo 2026, in aumento del +18,4% rispetto agli stessi mesi del 2025 (8,1 milioni). Le prenotazioni già registrate equivalgono al 56,8% del consuntivo estivo 2025, contro il 47,6% rilevato nel 2024, segnalando un rafforzamento dell'anticipo di prenotazione e, soprattutto, una stagione che presenta volumi già rilevanti di domanda acquisita.
In questo scenario la domanda internazionale è in rafforzamento e rimane stabilità la richiesta interna. Il 48,7% degli operatori segnala la tenuta delle prenotazioni degli italiani e il 31,8% un aumento della clientela domestica; dato che sale al 34,7% per le prenotazioni dall'estero. Tra i mercati più promettenti spiccano Regno Unito, Stati Uniti e Svizzera, seguiti dai principali Paesi europei.
Le imprese hanno reagito per tempo all'aumento dell'incertezza, puntando su una maggiore flessibilità nelle prenotazioni ed il rafforzamento dei canali diretti (34,9%) e investendo sul consolidamento del mercato di prossimità (sia domestico che europeo, a discapito del long haul).
Sul fronte dei prezzi, dalle elaborazioni Isnart e Bmti su dati Istat, continuano a crescere i prezzi dei servizi turistici: ad aprile 2026 ristoranti, bar, pizzerie e simili segnano +3,2% annuo e oltre +10% rispetto a tre anni fa. Anche il comparto ricettivo registra un +1,7% annuo e +13,9% sul 2023, con aumenti più marcati per villaggi vacanze e campeggi (+7,1% su base annua). "I dati consolidati sul primo semestre dell'anno e le nostre previsioni sulle presenze verso la stagione estiva - spiega la presidente di Isnart, Loretta Credaro - ci confortano non solo sulla tenuta complessiva del turismo italiano, ma sul fatto che la "voglia di Italia" trova nella crisi internazionale una spinta ulteriore.
Nonostante le preoccupazioni per la dinamica dei prezzi, alimentata dalle tensioni internazionali, le nostre destinazioni beneficiano della capacità di coniugare quasi sempre più "turismi", offrendo quelle esperienze integrate, qualità dei servizi ed accessibilità in grado di soddisfare la domanda, in particolare quella incoming".


