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Raffaello superstar al Met di New York: la mostra sul genio italiano del Rinascimento, che ha da qualche giorno chiuso i battenti, è entrata tra le tre più visitate degli ultimi dieci anni ed è la più frequentata in assoluto dal 2018. Una media di 6.800 persone al giorno hanno popolato le gallerie dove sono state esposte per tre mesi 170 opere attribuite al maestro di Urbino di cui quasi un terzo provenienti dall'Italia come la Fornarina da Palazzo Barberini e la monumentale Estasi di Santa Cecilia dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna.
Nella storia recente del museo americano solo altre due mostre hanno fatto meglio di 'Raphael: Sublime Poetry': 'Heavenly Bodies' sull'arte e sull'immaginazione cattolica messa in piedi dal Costume Institute e, organizzata nel 2017 dalla stessa Carmen Bambach che per gli ultimi otto anni si è dedicata al maestro di Urbino, 'Michelangelo, Devine Draftsman and Designer'.
"La straordinaria affluenza di pubblico a questa mostra testimonia il perdurare dell'eredità di Raffaello, un vero gigante del Rinascimento italiano", ha dichiarato Max Hollein, direttore e amministratore delegato del Met. "Siamo entusiasti che un numero così elevato di visitatori del museo abbia colto l'opportunità di scoprire la straordinaria ampiezza del suo genio creativo attraverso questa mostra irripetibile, che ha riunito alcune delle opere più iconiche dell'artista e, al tempo stesso, tra le più raramente concesse in prestito, provenienti da tutto il mondo".
In totale i visitatori della mostra di Raffaello sono stati oltre 562mila dall'inaugurazione il 29 marzo, alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli, al 28 giugno, quando pezzi come La Dama con L'Unicorno della Galleria Borghese e La Muta della Galleria Nazionale delle Marche hanno fatto ritorno a casa: oltre mezzo milione di persone pari a quasi metà di tutti i visitatori del museo durante lo stesso periodo primaverile che ha visto, tra l'altro, l'apertura di un altro blockbuster, 'Costume Art' sul corpo vestito come soggetto artistico.
A garantire la magia dello sforzo di Carmen Bambach è stata la forte presenza di opere prestate da musei italiani: l'Italia, aveva detto al taglio del nastro Hollein, è "uno dei partner più preziosi del Met", mentre il ministro Giuli aveva osservato che "i prestiti italiani testimoniano una alleanza strategica e l'impegno a condividere il nostro patrimonio con il pubblico globale". Un messaggio che include anche la condivisione di talenti.
È di poche ore fa infatti l'annuncio, sempre da New York, che Massimiliano Gioni è stato nominato direttore del New Museum: "Un riconoscimento che - ha sottolineato oggi il ministro - conferma, ancora una volta, il prestigio e l'autorevolezza con cui i nostri professionisti contribuiscono ai più importanti scenari culturali internazionali".


