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(di Ida Bini) (ANSA) - ISTANBUL, 11 SET - Istanbul, la città di Santa Sofia e della Moschea Blu, del Palazzo TopkapÕ e della Cisterna Basilica, del Gran Bazar e delle passeggiate sul Bosforo, offre un motivo in più per visitarla: la biblioteca Rami, nata dalla trasformazione di una grande caserma ottomana dell'Ottocento. E' la biblioteca più grande di Istanbul, uno di quei progetti capaci di trasformare un edificio storico in una vera destinazione urbana. Quest'anno, inoltre, la Rami Library ha ottenuto un prestigioso riconoscimento internazionale, conquistando il primo posto nella categoria 'Grand-Scale Project' dei Green Library Awards promossi dall'International Federation of Library Associations and Institutions. Il premio riconosce la capacità di unire conservazione del patrimonio, sostenibilità, innovazione, inclusione e servizi culturali. Per chi visita la città, al di là dei premi, conta soprattutto l'esperienza di entrare in un luogo unico di una Istanbul diversa, che recupera il proprio passato senza trasformarlo semplicemente in museo, ma facendone parte della vita quotidiana. Dopo un vasto intervento di restauro e riqualificazione le ex caserme Rami sono state riaperte al pubblico nel 2023, conservando l'identità architettonica e parte dei materiali originari ma assumendo una funzione completamente nuova. È proprio questo contrasto a rendere interessante una visita: l'architettura storica dialoga con spazi dedicati alla lettura, alla ricerca, agli incontri e alla formazione, mentre all'esterno si apre un enorme paesaggio verde. Le dimensioni spiegano meglio di qualsiasi definizione la portata dell'intervento: 36mila metri quadrati di spazi coperti e 4.200 posti, con ambienti dedicati a pubblici differenti. All'interno si trovano una biblioteca digitale, una per i giovani, una per gli adulti e numerose sezioni specialistiche. Il complesso assomiglia a un grande campus urbano, dove ci si può fermare per studiare ma anche partecipare ad attività culturali, passeggiare o semplicemente concedersi una pausa durante una giornata trascorsa alla scoperta della città. La sorpresa maggiore è all'esterno: attorno agli edifici si estendono 51mila metri quadrati di aree paesaggistiche, con 696 alberi, circa 99 mila arbusti, uno stagno biologico e zone a canneto. Il verde non è stato concepito come semplice decorazione, ma forma un vero ecosistema urbano che contribuisce alla biodiversità e al miglioramento del microclima. È un aspetto particolarmente interessante in una città sterminata e densamente costruita come Istanbul: si passa dagli spazi monumentali dell'antica struttura militare a giardini e specchi d'acqua che invitano a rallentare.
Ed è forse proprio questo uno dei motivi per inserire Rami in un tour turistico. Dopo le folle delle grandi attrazioni del centro storico, una biblioteca circondata da decine di migliaia di metri quadrati di verde permette di osservare un'altra dimensione della città e, soprattutto, di vedere come Istanbul stia reinterpretando alcuni dei suoi grandi complessi storici.
Il riconoscimento internazionale, inoltre, riguarda soprattutto i giardini, dove l'acqua piovana raccolta dalle grandi coperture viene recuperata e utilizzata sia per l'irrigazione sia per i servizi igienici. Per ridurre i consumi energetici sono stati adottati sistemi di illuminazione LED, sensori, apparecchiature a basso consumo e applicazioni legate all'energia solare. A questo si aggiungono la separazione dei rifiuti, procedure specifiche per quelli pericolosi, la riduzione della plastica monouso e la progressiva digitalizzazione dei processi interni.
Ma la sostenibilità di Rami è intesa anche in senso sociale: la struttura viene definita una 'living library', una biblioteca viva, nella quale gli spazi e la programmazione sono utilizzati per avvicinare la comunità alla cultura e all'educazione.
Incontri, laboratori e programmi formativi affrontano anche i temi ambientali e climatici; è presente inoltre un centro per l'accessibilità delle risorse, destinato a facilitare l'utilizzo dei servizi da parte di persone con differenti esigenze e abilità. Rispetto alle tradizionali biblioteche, Rami è aperta 24 ore su 24, sette giorni su sette. All'interno si svolge inoltre un lavoro meno visibile ma fondamentale: un'unità specializzata si occupa del restauro e della conservazione di manoscritti rari e materiali a stampa, collegando così la vocazione contemporanea dell'edificio alla tutela della memoria.
(ANSA).


