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(ANSA) - BOLOGNA, 28 GEN - Antonio Latella è tornato nuovamente a Shakespeare, portando in scena l'oscura e cupa parabola di Riccardo III, il sovrano disposto a tutto pur di conquistare il trono d'Inghilterra: lo spettacolo è in scena al Teatro Duse di Bologna dal 30 gennaio all'1 febbraio (ore 21, domenica alle 16), con Vinicio Marchioni protagonista.
Per il suo Riccardo III Latella compie un ribaltamento di prospettiva e rovescia le convinzioni sull'idea stessa di malvagità, perché il male che interessa al regista "è nella bellezza, non nella disarmonia. Il male è il giardino dell'Eden, giardino opulento e ingannatore, fatto di relazioni pericolose e continui giochi di seduzione, di cui Riccardo è maestro". La sua vera battaglia, più che per la corona, è per la sottomissione del femminile, che sarà però proprio ciò che lo metterà in scacco. Il Riccardo III interpretato da Vinicio Marchioni non ha la gobba, è al contrario "affascinante, energico, capace di intessere sfumature infinite nei suoi discorsi, dalla perorazione all'ingiuria allo sdegno al tentennamento simulato alla sottigliezza sofistica alla capacità di convincere attraverso il ricatto o il fascino", ha scritto la critica. "È ancora accettabile questo 'alibi di deformità' nel ventunesimo secolo?", si chiede il cinquantottenne regista di Castellammare di Stabia. Se forse Shakespeare se ne era servito per giustificare tutte le malefatte del protagonista, con un approccio rivoluzionario Latella supera l'idea di esteriorità del male per coglierne l'incanto. Oggi, osserva ancora Latella, "Riccardo III viene talvolta escluso dai cartelloni per il timore di offendere chi convive con una disabilità fisica: un tema delicato, in tempi in cui il politically correct, nel bene e nel male, rischia di diventare censura, decontestualizzando le opere dal loro periodo storico". (ANSA).


